Seconda puntata: la MINORANZA (non è sinonimo di opposizione)

Seconda puntata tutta dedicata alla minoranza, almeno per come la vostra cronista l’ha osservata fino alle ore 00,30.Naturalmente, non avendo assistito all’alterco che mi dicono sia avvenuto a tarda notte, non ne posso parlare. Meglio cosi. 

Variegato lo stile dei consiglieri di minoranza, sia nell’ abbigliamento che nell’ atteggiamento. Ma qui siamo nel regno della vera classe, indubbiamente. Non vogliamo anticipare considerazioni che andranno approfondite nella terza puntata dedicata alla maggioranza ma… insomma: non c’ è gara.

Sicuramente qualche punto sul grafico della compostezza lo fa guadagnare il duo Trezzano Oltre, gli unici consiglieri a indossare la giacca; vista la temperatura è da sottolineare l’ ardimento con cui hanno voluto testimoniare il loro rispetto per le istituzioni. E (deo gratias) non portavano ciondoli di sorta al collo, almeno non visibili… forse solo una pudica croce, e certamente non celtica. Ah  se è pur vero che l’abito non fa il monaco (e il doppiopetto non fa il gentiluomo) la veste che scegliamo parla di noi, di chi siamo, delle nostre aspirazioni, dei nostri gusti e di cosa vorremmo fare. E con chi lo vorremmo fare. L’importante è procedere con signorilità. Totalmente signorile il consigliere Fossati, forse fin troppo remissivo; un tantinello troppo sdegnato e stizzito il capogruppo Catania, (generalmente con i colleghi dell’opposizione). Ma tutto sommato una bella coppia.

Vorrei interrompere la regolarità della processione e occuparmi di Leo Damiani per ultimo.

Nino Russo. Che dire? Sanguigno, appassionato, abbronzato. Ordinato in una polo semplice ma fresca di bucato. Informato. Competente ma un po’ irriverente. Dubita della buona fede della maggioranza, sospetta operazioni spudorate dietro le loro proposte, diffida delle loro parole, stigmatizza coinvolgimenti impropri, sottolinea ogni contraddizione o irregolarità che la maggioranza vorrebbe ignorare, rintuzza puntualmente ogni osservazione o critica  pretestuosa. In una parola fa opposizione. Cioè fa tutte quelle cose che dovrebbe fare un’oppisizione che si rispetti: dubita, sospetta, diffida, controlla, domanda, controbatte, frena, incita, pressa e vigila… perchè, come dice Miss Marple, la natura umana è quella che è.

Fabio Bottero: gli tocca l’incombenza di leggere le interpellanze e gli interventi lunghi, non è colpa sua. Non è colpa sua se fa caldo, non è colpa sua se i membri della maggioranza, a partire dal sindaco, sentano costantemente il bisogno di a) sgranchirsi le gambe, b) interloquire con i vigili c) andare alla tualet d) scambiare due parole con i loro supporters e) far cadere i bicchieri di carta f) raccogliere i bicchieri di carta caduti g) andare a prenderne uno pulito h) versarsi da bere e fare cin cin col vicino.

Lui svolge il suo compito in modo impeccabile e misurato, forse troppo: per una maggior visibilità gli suggeriamo di a) far volare tutti i fogli per aria, in un turbillon di pale e schiamazzi b) alzarsi in piedi e declamare con aria sorniona un discorso che non dice niente c) rovesciare la bottiglia dell acqua sul sistema audio e provocare un corto circuito che ci permetta di andarcene a casa a un’ ora decente.

Jacopo Guastalla è la new entry del Pd, e del C.C. E’ una persona corretta, onesta, sensibile e colta. Ma soprattutto elegante. Infatti, pur essendo laureato – come altri consiglieri del Pd – non sembra sentire il bisogno di ribadirlo in ogni occasione (altri… invece,  non perdono occasione di farlo); non sventola petulante la propria competenza nel saper leggere carte documenti certificazioni incartamenti e atti amminstrativi vari (altri… invece si). La modestia è la cifra comune dei laureati del Pd. Però la modestia quando è eccessiva diventa un difetto dunque se lui non lo vuol fare lo dirò io: è ufficiale, anche i consiglieri del Pd  sanno leggere, comprendere e interpretare ciò che leggono. Jacopo Guastalla per di più insegna filosofia e storia: potrebbe sostenere una diatriba con un gesuita senza neanche sudare (non che ci terrebbe a farlo, qualunque persona di buon senso lo eviterebbe).

Un unico consiglio:  se proprio deve accapigliarsi con qualcuno, tenga il busto eretto e scandisca bene le parole: il pubblico vuole sentire bene cosa ha da dire.

Dobbiamo occuparci ora dell’inquilino dell’ultimo posto a sedere, in quanto il penultimo era, ancora una volta, vacante. Trattasi del posto del consigliere Perrone di cui non so dir più di questo: tendenzialmente si rade ogni 15-20 giorni, indossa un gilet da cacciatore (o da pescatore, ininfluente) e non segue un corso di pilates. Stop.

Camisani Oliviero: a volte indossa un gilet simile, ma fortunatamente d’estate evita. Non sempre sono chiarissimi a tutti i circuiti mentali a cui soggiace, però nell’ultimo consiglio ha espresso pareri condivisibili e offerto preziosi consigli alla maggioranza sulla gestione del patrimonio immobiliare del paese. Consigli che la maggioranza si è ben guardata dal prendere in considerazione. Sfibrante. L’unica consolazione è che ad alienare l’ultima area verde del comune d Trezzano sarà la giunta Pdl/Lega/An.

Attenzione: cambio di tono.

Leo Damiani: il leone di Trezzano. Anche senza criniera non ci possono essere dubbi sul fatto che il cuore del capogruppo del Partito Democratico batta al posto giusto. Il coraggio con cui ha affrontato un evento tanto dirompente durante la campagna elettorale parla per lui. L’energia, la generosità, con cui si è dedicato a questo progetto gli fanno onore. L’intelligenza e l’onestà intellettuale dei suoi interventi e delle sue proposte in Consiglio Comunale meritano rispetto. Il suo tono sempre educato e corretto è esemplare. E’ per tutte queste ragioni che con il capogruppo del Pd sono costretta, dannazione, ad abbandonare il  tono impertinente, ma don’t worry, lo riprenderò agevolmente nella prossima puntata, tutta dedicata alla MAGGIORANZA.

Stay tuned.

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6 thoughts on “Seconda puntata: la MINORANZA (non è sinonimo di opposizione)

    • Cara Flavia
      sei mitica! Non ridevo così da settimane… e in questo periodo non c’è proprio nulla per cui ridere!

  1. Flavia, lezioni di stile!
    Facebook è una cosa, WordPress altra -> Le faccine non funzionano uguali!

    Il consiglio a Jacopo è sacrosanto
    Sappiamo che in consiglio ci si rivolge a un interlocutore istituzionale che non dovrebbe tenere conto di tutti i gesti e delle tonalità assunte ma solo delle parole pronunciate, ma spesso la realtà è ben diversa dalla teoria.
    Quindi, visto da fuori, meno occhi bassi e più decisione nei toni ^_*

    Questo per Jacopo in particolare, ma purtroppo personalmente devo forse estenderlo anche a Bottero e a Damiani nel pretendere ascolto da chi, come sottolinea Flavia, fa di tutto per farsi notare disinteressato.

    Fossi io, probabilmente non riuscirei a rimanere impassibile davanti aun simile atteggiamento.

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