Storia di un arresto

Cose che succedono per le strade del nostro comune, di notte, mentre i trezzanesi dormono il sonno del giusto.

Giovedi notte, verso le 2, vengo svegliata dal suono di una sirena e dallo stridio di gomme di un’auto che frena bruscamente davanti a casa mia. Sento anche il suono di lamiere…e uno scalpiccio frenetico. Vado alla finestra, afferrando gli occhiali in corsa. Vedo uno scooter per terra, 2 persone in piedi vicino a una macchina in sosta, come in attesa di qualcosa, e un carabiniere che di corsa torna verso la sua auto e riparte con gran fracasso, le portiere ancora aperte e la sirena a lacerare l’aria delle vie limitrofe.

Fin qui non ci ho capito gran che, e me ne torno a letto, ma dopo 2 minuti ritorna il fracasso, lo stridio, le portiere che sbattono e un confabulare concitato. Riesco a vedere un uomo, non in divisa, che raccoglie lo scooter e l’avvia, il carabiniere che parlotta con le due persone in attesa, poi si volta verso la propria auto ed esclama: “non ti muovere perchè te le dò!”  Frase strana da usare con un fermato, mi sarei aspettata qualcosa di più truce… vista anche la cronaca recente. Forse era un carabiniere umano.

Ad ogni modo tutto finisce in pochi secondi: l’uomo in borghese sale sullo scooter e parte, l’auto del carabiniere con ospite a bordo riparte con stridula accelerazione, i 2 testimoni, lentamente, risalgono in auto e si avviano a loro volta. Non tutto mi è chiaro, ma non c’è dubbio che qualcuno, stanotte, è finito nei guai.

Nel quartiere torna il silenzio, non si vedono luci nè movimento. Dormono i trezzanesi dietro le tapparelle? Torno a letto anch’io. Sono le 2,15 e tutto va bene.

Sicurezza? si, ma coi fichi secchi.

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