Diario di un maestro – Ovvero quando la Rai Tv faceva buona televisione.

Cioè in un’altra vita. Nonostante la Rai non fosse un covo di scalmanati progressisti, la programmazione degli anni 70, rispetto all’oggi,  giganteggia per spirito di innovazione e coraggio. Tanto è vero che questo sceneggiato televisivo era stato comprato anche da altre Tv europee. E’ una storia che ho amato moltissimo, aspettavo la sigla con ansia e, pur nella loro vita piena di difficoltà, invidiavo quei ragazzi perchè avevano trovato un maestro così “moderno”, mentre io mi dovevo accontentare di sopravvivere alla noia di certe lezioni.

Nonostante non ci avessi più pensato per anni, sono certa dell’influenza che ha avuto nella mia formazione perchè molto tempo dopo, durante la stesura della tesi per l’immissione in ruolo, ho realizzato che quella storia me l’ero sempre portata dentro, così come i ragazzi di Don Milani e l’esperienza di Paulo Freire.

Ripensando ai miei giorni di scuola, posso dire di essere stata fortunata: amavo leggere e sono stata incoraggiata a farlo dalla mia famiglia. A differenza di alcune mie compagne, cadute e mai soccorse sui gradini di una scuola chiusa, stantia ed escludente.

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