Il Corriere della Sera non pubblica la mia lettera. In compenso pubblica un’idiozia.

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Il 26 settembre avevo scritto al magazine del Corriere per contestare le conclusioni di un articolo da loro pubblicato sull’insegnamento dell’inglese nella scuola elementare. Era un intervento forse un po’ lungo, certamente articolato e senza aneddoti pettegoli, quindi con poco appeal per la pubblicazione. Questo lo avevo messo in conto e non mi lamento.

Ma ecco invece la lettera che pubblicano (Io Donna 9/10/1010):

Mio figlio Francesco ha 10 anni e studia inglese da 5. Ha cominciato a 5, con un corso a pagamento (salato) all’asilo. Alle elementari ha continuato cambiando insegnanti due volte l’anno e accumulando personaggi notevoli: dalla maestra “caso umano” rimossa dopo una sollevazione popolare, a quella fidanzata/sposata/incinta/passata da un congedo all’altro senza soluzione di continuità. Conclusione: Francesco in inglese non sa dire neanche il suo nome. Chiedo a Cristina Lacava, autrice di Niente inglese siamo in classe (Io Donna del 25 settembre): invece di proteggere immeritati posti di lavoro e perdere utili ore di lezione, non sarebbe meglio eliminare l’inglese e non pensarci più? Cordiali saluti.    Firma ecc. ecc.

Complimenti, una lettera di valore. Come dire: a seguito degli ultimi esempi di malasanità nei reparti di ostetricia, non sarebbe meglio licenziare tutti gli ostetrici e chiudere i reparti?

Perchè non leggo lettere di genitori, giustamente esasperati, chiedere, anzi pretendere, maggior attenzione sulla formazione degli insegnanti, maggior rigore nella gestione delle risorse, maggiori investimenti affinchè le situazioni di eccellenza, che in Italia ci sono ma non fanno notizia, si estendano sempre più a tutte le scuole del paese?

Quali iniziative hanno ideato i genitori per chiedere, anzi pretendere il tempo pieno anche nelle scuole del Sud? Non ce ne sono, però ci si sofferma sul “caso umano” e si riduce una situazione ricca e articolata come la scuola italiana allo scandalo del giorno. Naturalmente c’è chi soffia sul sentimento di esasperazione degli utenti, che ha già raggiunto livelli altissimi, e così persegue la demolizione, pezzo a pezzo, di un’esperienza scolastica formidabile,  addirittura con il consenso degli utenti stessi.

Una prova? Da settembre, cioè dall’entrata in vigore della “cosa” Gelmini, che ha eliminato gli specialisti di inglese (cioè gli unici insegnanti che sicuramente avevano una conoscenza apprezzabile della lingua) sono stati obbligati a insegnare inglese insegnanti “generici” dopo corsi di 20 ore, o che hanno studiato inglese, male, 20 anni fa.

Ci sarebbe da denunciare il “caso umano” Gelmini.

Un esempio: in classe V ci si avvicina a Shakespeare cantando, ballando, disegnando e recitando.

 

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2 thoughts on “Il Corriere della Sera non pubblica la mia lettera. In compenso pubblica un’idiozia.

  1. Come ti dicevo, il Corriere si riconosce sempre. All’apparenza terzista e di buon senso, ma se gratti sul fondo conservatore e berlusconiano. Proprio come i suoi lettori, o gran parte di essi.

  2. Se ne è accorto perfino mio padre, che lo legge dal dopoguerra. Per un affezionato lettore come lui è stata una grossa delusione, ma ha dovuto ammettere che il suo Corriere è, ormai chiaramente, in malafede.

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