GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE

Il 17 dicembre 1999, con la risoluzione n. 54/134, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ufficializzò la data del 25 novembre come la Giornata Internazionale per l’eliminazione della  violenza contro le Donne. Venne scelto quel giorno, su suggerimento dei gruppi Femministi Lationoamericani e Caraibici,  per ricordare le tre sorelle Mirabal, Minerva, Patria e M. Teresa.

Onu Italia – fatti e numeri sulle donne nel mondo

Attiviste del movimento democratico che si contrapponeva al dittatore della Repubblica Dominicana Trujillo, salito al potere con un colpo di stato sostenuto dagli Usa, nel 1960 le tre sorelle Mirabal vennero rapite da una squadraccia dei servizi segreti, portate in un campo di canna da zucchero, bastonate e strangolate. Nonostante la censura la loro morte provocò grande scalpore e un grande sommovimento di popolo.  Dopo 30 anni di dittatura, che aveva mantenuto la repubblica Dominicana nell’arretratezza, tra violenze e indimidazioni,  Trujillo venne assassinato nel 1961.

Le Nazioni Unite hanno invitato i governi, le Ong, le organizzazioni internazionali a recepire l’importanza di questa data e organizzare attività di sensibilizzazione sul problema  della violenza alle donne in tutto il mondo, drammatico per la grandezza dei numeri e le implicazioni sociali. Dai dati Istat “…in Italia  secondo i dati dell’Istat sono quasi 7 milioni le donne tra i 16 e i 70 anni che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita.” dal sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Nel 2007 a Roma 100.000 in piazza manifestano contro la violenza alle donne

Nel 2007 a Roma 100.000 in piazza manifestano contro la violenza alle donne

Amnesty International se ne è fatta carico e in Italia diversi Centri Antiviolenza e Case delle donne organizzano iniziative sull’argomento.

Ma io vorrei parlare di qualcosa vicino a noi, anche per contrastare la tendenza a negare la vastità e pervasività del problema, e faccio riferimento al rapporto del Servizio Violenza Sessuale (SVS) della clinica Mangiagalli di Milano (quindi non l’opinione di qualche “femminista terrorista”):“Dal 1° gennaio al 31 ottobre 2010, al Svs di via Commenda 12, sono arrivate 314 donne. Un numero in aumento rispetto all’anno scorso: in tutto il 2009 i casi sono stati infatti 333.” Nel 2010 uno stupro al giorno.

Sempre dal rapporto Mangiagalli: “la metà delle vittime sono donne straniere, stuprate, nel 23% dei casi, da italiani”. Un altro mito infranto, che a stuprare siano gli stranieri.

Report SVS Clinica Mangiagalli

E cito appena il Rapporto del Servizio Violenza Domestica: 142 le denunce di abusi domestici raccolte dalla clinica in 10 mesi.

Poi naturalmente c’è tutto il sommerso: si calcola che solo il 4% delle violenze venga denunciato!

A Trezzano l’Associazione Demetra Donne, in occasione di questa ricorrenza, organizza, VENERDI 26 novembre 2010, la proiezione del film

NORTH COUNTRY (Storia di Josey) Regia di Niki caro

con Charlize Theron, Frances McDormand, Sissy Spacek, Woody Harrelson.

presso il Punto Expo (vicino al Ponte Gobbo), Via V. Veneto 30

Al termine ci sarà un piccolo rinfresco. Demetra Donne invita donne e uomini interessati,  alla visione del  film  per riflettere ma, anche, per condividere una serata all’insegna del dialogo.

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64 thoughts on “GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE

  1. Continui a giocare con i numeri e ad annoiarsi, io non ho intenzione di contraddire posizioni fasciste, razziste e sessiste: è una perdita di tempo.

  2. Ha fatto bene a non darmi della z…, ha fatto proprio bene, dia retta. Una cosa però: perchè quando non siete d’accordo con le idee di una donna utilizzate sempre insulti su base sessuale? E’ un’ossessione?

  3. perchè mai avrei dovuto darle della zoccola?
    forse lei ha fatto qualcosa per farmi sospettare che lo sia? ne prendo atto ora.
    poi, per il bizantinismo tra posizioni, opinioni, persone: non è mica detto che tutti i giudici siano deficenti. Al suo posto non starei tanto tranquilla. Anch’io non vedo l’ora di vederla in tribunale.

  4. en passant: io non ho mai dato della zoccola a nessuno, quindi la domanda la deve rivolgere a qualcun altro.
    In parlamento ci sono note onorevoli donne che forse potrebbero risponderle. Ma io conosco molte altre donne, meno famose ma altrettanto propense. Vuole il nome?

  5. bah, cara signora Flavia, lei sul suo blog fa quel che le pare
    Tex si esprime come Tex, oltre la forma però c’è un contenuto
    io mi esprimo diversamente, forse il contenuto è lo stesso, ma lei non è in grado di rispondere nè a me nè a lui
    a lui lo censura
    a me mi offende
    ma siamo nel suo blog, faccia quel che le pare e stia tranquilla: ha ragione lei

  6. Cosimo, smettiamola di giocare con le parole. Sa benissimo che non l’ho offesa perchè ritenere che certe posizioni siano sessiste NON è un’offesa, casomai è un fatto (di cui lei magari potrebbe anche vantarsi); posizioni razziste e fasciste idem: trovo che combattere l’idea stessa che le donne siano vittime degli abusi maschili NON sia una posizione di apertura mentale ma di arretratezza (dichiarare poi, come lei ha fatto, che le zoccole sono le uniche donne che le stanno simpatiche è di un becero paternalismo che non ci si crede). Però vede, becero paternalismo non è un’offesa. Non tutto quello che la infastidisce è un’offesa. Tutte queste parole (fascismo, paternalismo ecc) hanno un significato ben preciso, ed è questa la mia critica a lei e alle sue “posizioni”. Cos’altro vuole? Invece se uno usa termini come ridicola, mentecatta, deficiente, sapientona, penosa, ecco queste sono offese. Le parole stupratore, pedofilo, sfruttatore NON sono offese, sono purtroppo dati di fatto, visto che si parla di violenza alle donne; invece parole come troia, stronza e zoccola sono offese perchè non descrivono un dato di fatto ma sono termini usati solo per offendere. Le dico questo perchè avrà notato (forse, ma forse anche no) quanto divario c’è fra il mio argomentare e quello dei deliziosi maschietti in questo blog http://ladyradiolina.blogs.teknusi.org/2010/10/27/maschilismo-ecco-cose/#comments
    Ecco pechè sono costretta a salutarla e a lasciar cadere l’argomento, non posso passare metà della mia vita a spiegare le regole base della comunicazione.

  7. Che palle lo dico io. Non è mica un videogioco che vince chi fa più punti! Invece di argomenti ricevo ‘ste frasette… ma cosa fate? Tenete i punti? C’è una classifica?

  8. Quindi penosa, ridicola, mentecatta o sapientona sarebbero già delle offese?
    Il termine troglodita, represso o bambino immaturo sarebbe una perfetta e
    fedele descrizione della realtà antropologica che si vuole descrivere? Il fatto
    è, cara Flavia, che i cari maschi stanno finalmente cominciando a replicare
    colpo su colpo alle vostre idiozie invece di subirle passivamente come prima.
    Fatevene una ragione. E se possibile rassegnatevi al fatto. Cristianamente.
    Capisco benissimo che il vostro desiderio (questo sì represso) è mettere una
    volta per tutte a tacere il pensiero maschile e le voci (maschili) di dissenso.
    Solo, ahimè, non aspettatevi che l’altro sesso soddisfi tale insano desiderio.

  9. Le parole stupratore, razzista, sessista, sfruttatore e pedofilo diventano offese nel momento in cui le sfruttate per diffamare uomini innocenti. Ed è quello che fate quando diramate dati e statistiche false.

  10. State cominciando a replicare colpo su colpo? Ciccio, non avete mai smesso. La vostra aggressività è il vero problema di cui si sta dibattendo. Il nostro aperto, non represso, desiderio è di mettere a tacere esattamente questo aspetto della personalità maschile, la violenza che porta alle statistiche di cui sopra. Non la voce di dissenso (che IO non temo), ma il ruggito del picchiatore, dello stupratore, del padrone incontrastato.
    Voi ritenete che la violenza di genere non sia un problema? che sia sopvrastimata? che addirittura sia sfruttata dalla setta segreta dell’internazionale femminista allo scopo di fare proselitismo? Suppongo che abbiate diritto ai vostri deliri. Io mi accontenterei di vedere calare le statistiche sulla violenza alle donne.
    Perchè farsi sfasciare la faccia da un uomo non è il sogno di felicità di nessuna donna. …E’ ragionato??

  11. Sergio, evidentemente non leggi:

    Violenza contro le donne http://www.onuitalia.it/notizie-luglio-2010/461-qun-womenq-fatti-e-numeri-sulle-donne-nel-mondo

    da Unicri – United Nations Interregional Crime an Justice research Institute.

    Dati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Italiano
    http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/giornata_violenza_donne/index.html

    Io non insulto uomini, io cerco di far passare il messaggio che bisogna riflettere sui rapporti di forza e cambiare registro. Che vuoi che ti dica? Volete continuare a credervi i padroni delle ferriere? Vabbè, se ti fa piacere…

  12. Si voleva soltanto sottolineare (ma a quanto pare inutilmente) che la
    violenza, cara Flavia, la subiscono TUTTI per mano di TUTTI. Esiste
    anche la violenza delle donne sui bambini, se non lo sai: oppure il caso
    di Rignano delle maestre che hanno malmenati i bambini affidati alle
    loro cure non ti insegna proprio nulla? Ma si sa, questo episodio non
    è strumentalizzabile per l’ideologia femminista: Ad essa interessa SOLO
    la violenza maschile sulle donne. E basta! Dicendo anche che è violenza
    di genere (non di alcuni maschi). Qui la generalizzazione va benissimo!
    Per dire che le altre violenze NON sono significative e non interessano.

  13. Roberto (e maschi maschilisti del sito maschilista per veri maschi ma proprio maschi maschi). Aspetta aspetta… forse ho capito. Ma voi… ma voi… no! non può essere, non potete voler dire… ma allora quello che state sostenendo, e che la mia mente fin qui si è rifiutata di prendere in considerazione perchè troppo incredibile, è che la violenza di genere NON ESISTE? Apperbacco. Siamo in pieno negazionismo. E il negazionismo ha le sue regole, la prima delle quali è lo stravolgimento delle statistiche. Ora capisco perchè sono mesi che ve le propino e nessuno ha mai fatto un plissè: avete le vostre, addomesticate, come faro, bibbia e conforto, che ve ne frega della realtà. Non è difficile: prendi i dati, li manipoli per sostenere la nuova tesi e il gioco è fatto. Non c’è niente di più facile e gratificante che procedere a nuove interpretazioni; c’è gente che continua a reinterpretare la parola di dio, figuriamoci se non si può fare con dei numeri! L’importante è che alcuni assunti rimangano fissi: 1 – le donne sono tutte stronze 2 – le femministe fanno sporco proselitismo e sono la causa dello sfacelo della famiglia italiana; 3 – la violenza contro le donne non ha un’origine culturale; 4 – tutta la violenza è uguale senza distinzione (fare a botte con un amico o picchiare la moglie è la stessa cosa) 5 – le denunce di stupro sono tutte false, erano scopate consenzienti ma si sa le donne sono stronze (assunto n. 1), oppure se la sono cercata (oltre a essere stronze sono pure puttane) 6 – i lividi sul corpo delle donne sono, a scelta, incidenti domestici o segni della passione; 7 – anche gli uomini sono vittime di violenza da parte delle donne e quindi siamo pari (certo certo); 8 – gli uomini separati non vedono l’ora di accollarsi l’accudimento dei figli, di correre come trottole fra lavoro, scuola, spesa, lavori di casa, tempo libero inesistente, week-end inesistenti, notti in bianco fra termometri, tachipirina e pipì a letto ecc. ecc. come fanno le donne, ma le ex mogli e certi giudici, inspiegabilmente, non glielo lasciano fare; 9 – la società è orientata verso il sostegno alle donne (ah ah ah) e perfino la politica è sbilanciata a favore delle pari opportunità (ah ah ah); 10 – la cricca femminista sfrutta certi dati sulla violenza alle donne per ottenere potere politico/economico (sic).
    Bene, adesso è tutto chiaro, ci ho messo un po’ ma è un tale stravolgimento della realtà che è scusabile. Mi ricorda un po’ il negazionismo sulla shoah, dove qualcuno è riuscito a reinterpretare perfino 6 milioni di morti, e ad accusare gli ebrei di essersi inventati la persecuzione per scopi politici. Adesso che ho capito con chi ho a che fare posso finalmente mettere fine a queste strazianti chiacchierate (di perdere tempo con ‘sta tesi non ci penso neanche). Tornate a leggere con occhi glassati le vostre statistiche tarocche. Un consiglio: quando qualche femminista vi lancia la sfida, non precipitatevi a rispondere – che avete la capacità dialettica di un tricheco analfabeta – chiedete aiuto al vostro guru che saprà sempre trovarvi un escamotage, una via d’uscita dialettica, un nuovo artefatto da lanciare come una bomba a mano nel grande gioco della supremazia maschile che tanto vi appassiona. Buona fortuna.

  14. “E cito appena il Rapporto del Servizio Violenza Domestica: 142 le denunce di abusi domestici raccolte dalla clinica in 10 mesi.

    Poi naturalmente c’è tutto il sommerso: si calcola che solo il 4% delle violenze venga denunciato!”

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    In base a che cosa viene calcolato il “sommerso”; come si fa a calcolare in cifre qualcosa che non si conosce, di cui non si hanno prove concrete e quindi senza nessuna certezza.

    Lei ha mai considerato che le donne utilizzano la calunnia come arma di ricatto nei confronti dei loro ex solo per fare dei dispetti o avere un ritorno economico? Si, ci ha pensato, ma non le conviene ammetterlo. meglio tacere e continuare a fare le povere vittime…

    Un esempio:

    Le percentuali candidamente confessate, nel 2009, dal PM Carmen Pugliese della Procura di Bergamo (“false e strumentali l’80% di accuse delle ex-mogli, le quali usano le procure per perseguire i propri interessi economici…”) hanno improvvisamente aperto uno squarcio su una realtà della quale, fino a quel momento, si aveva solo una diffusa sensazione. La stessa PM, peraltro, puntava il dito contro le “associazioni che operano a tutela delle donne: non fanno l’operazione di filtro che dovrebbero fare: incitano le assistite a denunciare, ma poi si disinteressano del percorso giudiziario, di verificare come finirà la vicenda…”.

    Oltre che a preoccuparsi della violenza sulle donne, perchè non si impegna anche a far conoscere le violenze che le madri commettono ai danni dei loro figli: la parola INFANTICIDIO le dice qulacosa? Anche in questo caso potremmo calcolare tutto il sommerso…

    Lei teme la voce del dissenso, per questo è solita etichettare come fascisti, razzisti e sessisti tutti coloro che contestano le sue baggianate. Ma le vostre calunnie non spaventano più nessuno.

  15. La locuzione “Violenza di Genere” rende l’idea che la violenza la subiscono solo le donne e che la subiscono in quanto donne. Cioè una doppia falsificazione. Un rapinatore che durante una rapina uccide una donna non lo fa perchè si trova davanti ad una donna, ma perchè egli è un criminale che non si fa scrupolo nell’eeliminare un potenziale ostacolo. Un padre separato che fa la fila alla mensa della caritas e che dorme nell’auto e poi mette le mani addosso alla ex moglie che lo ha ridotto in questa condizione, non lo fa perchè si trova di fronte ad una donna, ma per via di un raptus; una persona che abusa sessualmente di una donna non lo fa perchè “vuole dominare il corpo delle donne” ma perchè è una persona con problemi psicologici, sprovvisto di vita sessuale e affettiva, e che spesso a sua volta ha subito abusi nell’infanzia. E così via. Quindi non esiste la Violenza di Genere, esiste la Violenza, Flavia. Tra l’altro la Violenza non si esplica solo fisicamente e visibilmente, ma può manifestarsi in tante altre forme e con varie modalità. Cioè esiste anche una violenza invisibile e non perseguita penalmente, quindi ancora più insidiosa e devastante di quella fisica e visibile. Cioè si può far del male ad una persona senza farle nemmeno un graffio, ma devastandole i sentimenti e l’animo, e su queste cose le donne sono molto più propense degli uomini, cioè se gli uomini sono più portati alla violenza visibile(è una sua affermazione), le donne sono più portate a quella invisibile, cioè a quella psicologica e sentimentale.Nella società del “prima le donne e i bambini” credere che le donne subiscano violenza per il loro essere donne alla stregua dei neri che subiscono violenza per il loro essere neri, è una follia. “Vietato l’ingresso ai negri, agli italiani e ai cani” , invece in questa società che voi definite “maschilista”, vi è “prima le donne e i bambini”, e “quote rosa” varie(alla faccia della Costituzione). Esiste la violenza Razziale, non quella di Genere.
    La ricerca che lei cita sulle “7 milioni di donne” cioè il 30%,, cara Flavia, non dico che sia falsa, ma è capziosa, perchè se fosse stata fatta con gli stessi criteri anche agli uomini, avremmo avuto anche per essi risultati a sei cifre Tra l’altro, in Francia, una simile ricerca fatta con modalità e criteri analoghi(tra l’altro con risultati molto meno allarmanti di quelli usciti da noi) è stata stroncata e bocciata finanche dalla famosa femminista Elisabeth Badinter(consorte di Robert Badinter,colui che abolì la pena capitale in Francia, benemerito attivista dei diritti umani), qui vi è una traduzione di questa sua analisi critica:

    http://violenza-donne.blogspot.com/2009/01/la-strada-degli-errori.html

    Per quanto riguarda le “statistiche taroccate”-come dice lei-le faccio notare, cara Flavia, che le uniche statistiche taroccate sono proprio quelle esibite dalla propaganda femminista, ultima fra tutte, quella secondo cui “in Italia e in occidente, la prima causa di morte delle donne tra i 16 e i 44 anni è la violenza maschile”. Tale Menzogna è stata così grossolana al punto che anche Amnesty è stata costretta a rettificare. Può consultare qualunque archivio(ministero dell’interno, quotidiani, ecc) per rendersene conto. Le metto i dati dell’ Istat sulle cause di morte:

    http://www.istat.it/dati/catalogo/20040728_00/la_mortalita_per_causa.pdf
    e qui:
    http://www.istat.it/dati/dataset/20090302_00/
    Come si vede la prima causa di morte per le donne(così come anche per gli uomini) tra i 16 e i 44 anni(così come per ogni intervallo di età) è il Cancro, poi vengono altre malattie(in aprticolare quelle cardiovascolari), gli incidenti stradali, ecc. L’omicidio da parte di uomini è tra le ULTIME CAUSE. Tra l’altro per ogni 4 vittime di omicidi, ben 3 sono maschi! Si informi bene, Flavia.

    Le riporto anche le dichiarazioni rilasciate da una magistrata rilasciata sull’ Eco di Bergamo(carmen pugliese) il 31-01-2009-(ma potrei citare anche altri magistrati e addetti ai lavori) del pool contro le violenze sessuali(quindi non una “maschilista) che afferma che l’80% delle accuse delle mogli nei confronti dei mariti ed ex mariti sono FALSE cioè originate da motivi strumentali per mettere KO il marito nei contenziosi post divorzio. Questa non è VIOLENZA????????

    Infine le faccio vedere un servizio del TG3(quindi non certo berlusconian maschilista) ad opera di Giovanna Botteri(una donna di sinistra) sulle violenza delle donne contro i bambini:

    Cordiali Saluti
    Raffaele
    p.S: il termine “negazionismo” è un termine offensivo che non vuol dire nulla. Il termine adatto per indicare una analisi volta a criticare e a smontare una versione ufficiale dei fatti(di cronaca, di storia, ecc) è REVISIONISMO.

  16. E’ proprio il caso di dire che il bue dice cornuto all’asino: proprio le femministe
    parlano di falsificazione quando moltiplicano per 100 o 1000 le donne morte a
    causa delle percosse in Italia quandi sappiamo tutti che sono appena 156?
    Il tricheco analfabeta è proprio colui che fa così. Anzi, voi femministe siete
    peggio degli ubriachi: gli ubriachi vedono doppio, voi vedono centuplo!!!
    Il proselitismo è proprio quello che volete fare con questi allarmismi ridicoli.
    Di donne violentate o maltrattate non ce ne sono OGGI più di quante ce n’erano un secolo fa: oggi si può denunciare e punire per legge e non è poco.
    P.s. Parola di Dio si scrive così: P maiuscola e D maiuscola……ignorante!!!

  17. Parola di dio lo scrivo in minuscolo consapevolmente, io sono atea. Ti disturba molto, Torquemada?
    Roberto, Roberto, are you Roberto di Ladyradiolina? lo sapevo che non ce l’avresti fatta a mantenere il tono cortese troppo a lungo… come dice Beatrice nel Much Ado: “I know you of old…”.

  18. Raffaele, penso proprio che siamo in una situazione di stallo, un po’ come i supporters dei palestinesi che si scontrano con i supporters degli ebrei sui blog di mezzo mondo e nessuno convince mai l’altro. Anche questo argomento ha evidentemente implicazioni che inconsciamente fanno scattare meccanismi di appartenenza e di difesa, nessuno di noi convincerà mai l’altro. Magari potrebbe essere utile per qualche maschio passare del tempo in qualche casa accoglienza per donne maltrattate, oppure nei centri d’ascolto, ma bisognerebbe avere capacità di compassione ed empatia che, a leggervi, non vedo. http://www.policlinico.mi.it/svs.htm Qui il documento della clinica Mangiagalli di Milano, che spiega per filo e per segno cosa succede nei casi di violenza, quanti sono, di che tipo, dove, chi, come e perché. Loro lo sanno perché operano quotidianamente con queste donne, non si fanno i film in base ai propri desiderata. Magari Carmen Pugliese potrebbe seguire un loro seminario, non le farebbe male. Voi invece siete in piena fase negazionista, confermo: negazionista, nel senso che negate l’esistenza di una violenza sulle donne SU BASE CULTURALE. Preferite rimuoverla, e buttare tutto nello stesso calderone, stupri, rapine, incidenti, maschi, femmine tutto una giostra senza senso… E vi siete creati anche il vostro bel supporto razionale. Ad esempio vi beate con le parole della Badinter, che conosco da almeno 25 anni, una ricca donna dell’alta borghesia francese che si concede il lusso di cambiare idea in corsa, fustigando le femministe ma eludendo la questione della pubblicità sessista prodotta dalla SUA agenzia di pubblicità. Per chi sa il francese:
    http://www.rue89.com/2010/02/11/elisabeth-badinter-actionnaire-feministe-dun-publicis-sexiste-137891
    Perchè ripeto il problema è CULTURALE, sono gli stereotipi che condannano la donna a ruoli insostenibili (santa/puttana/ lavoratrice/ madre/casalinga/figlia/moglie/sexy/materna/emancipata/prestatrice di cura/autonoma/angelo del focolare, e generalmente tutto questo insieme in una stessa giornata). Poi se sclerano sono pazze e stronze.
    Così la Tv trasmette questa immagine di donna:
    https://flaviasrestaurant.wordpress.com/2011/01/10/il-corpo-delle-donne-documentario-di-lorella-zanardo/
    e non tutti gli uomini hanno solidi strumenti per saper decifrare cosa diavolo stanno vedendo, e concepiscono la donna come quella cosa lì, che si può pestare se li fa innervosire, o si può stuprare con rabbia quando le personali frustrazioni raggiungono la giusta “temperatura” (non se la prendono mica con un loro “pari”, no no, ma con quel corpo estraneo che è la donna). Tu mi parli di uomini separati impoveriti che aggrediscono la ex per disperazione. Io ti cito i minatori poveri e sfruttati dell’800 che picchiavano le mogli per disperazione. E’ sempre la stessa pulsione: non so emanciparmi altrimenti e picchio colei che temo sia psicologicamente più forte di me ma, grazie al cielo, ha una muscolatura più debole. Siamo ancora a questo punto! E francamente la cosa fa abbastanza schifo. Ora, se vogliamo uscire da questa miseria il pensiero femminista propone a uomini e donne una riflessione sui rispettivi ruoli (e sulle pressioni sociali) e un esame di coscienza, non moralistico ma filosofico. Per poter vivere insieme in armonia, e non andare più a “sbattere contro le porte” (il desiderio di vendetta da parte delle donne è un’allucinazione della Badinter). Voi invece proponete… niente. Negate la specificità del problema e buona notte. Anzi, aizzate ancor di più gli animi maschili. Molto triste, per tutta la società. C’è bisogno di costruire nuovi modi di relazionarsi fra le persone e voi fate una battaglia di retroguardia. Conservatrice, anzi reazionaria. Peccato, e non solo per le donne. Comunque è qui che ci salutiamo, perfino il mio hard disk non ne può più di orgoglio maschilista.
    Pubblico solamente qualche link, nel caso qualcuno volesse continuare a informarsi (ma sono solo una goccia nel mare).
    Good luck.

    http://unionedonne.altervista.org/index.php/comunicati/2011/366-vera-pelle-conciata.html

    http://www.donneinquota.org/

    http://www.rivoluzionegentile.it/

  19. Maronna mia, Flavia. Lei è un fiume in piena. Tanta verbosità, nessuna argomentazione. Replico brevemente. Chiedo cortesemente che mi sia consentita questa replica, ne ho diritto.

    “. Magari potrebbe essere utile per qualche maschio passare del tempo in qualche casa accoglienza per donne maltrattate, oppure nei centri d’ascolto”

    E con questo?? Che ci siano donne che subiscano la violenza,dimostra forse che la violenza contro le donne, sia un fenomeno sociale e per di più così esteso e generale, come volete lasciate intendere? Peccato che non ci siano “centri d’ascolto” anche per i bambini vittime delle violenze e delle angherie delle maestre d’asilo ed elementari, o per uomini vittime delle violenze psicologiche, economiche e angherie varie subite da donne!

    “Magari Carmen Pugliese potrebbe seguire un loro seminario, non le farebbe male”

    Cara Flavia, non facciamo i furbi. Queste sono dichiarazioni frutto di risvolti processuali, NON OPINIONI. La suddetta magistrata, tra l’altro è stata tra le artecfici per la legge sullo Stalkin ed appartiene al pool contro le violenze sessuali e stalking, insomma non molto amata dai “maschilisti”. E cmq abbiamo citato solo un magistrato fra i TANTI. Ogni addetto ai lavori sa che in queste faccende oltre alle vere accuse ci sono anche e soprattutto false accuse. Accusare un uomo di maltrattamenti, molestie, ecc paga molto in termini di vantaggi economici, sociali e giuridici. Noi non siamo “negazionisti” perchè non neghiamo che ci sono donne vittime di violenza, è negazionista chi nega che ci siano false accuse e calunnie.

    “nel senso che negate l’esistenza di una violenza sulle donne SU BASE CULTURALE”(Flavia)

    “Culturale”????Ma se il modello culturale della nostra società è impostato sul “prima le donne e i bambini”, dove è legge morale che “unadonna non si tocca nemmeno con un fiore”(un uomo invece può essere toccato anche con una spranga), dove una “mano morta” sul sedere o sulla spalla viene punita in modo molto più severo rispetto ad un omicidio colposo, dove ogni qualvolta la tv parla di un presunto stupro, tutta l’opinione pubblica si mobilita per la “soppressione del porco stupratore”!!! ma che sta dicendo???

    “Così la Tv trasmette questa immagine di donna:”
    di questo ne parlo nel post apposito

    “Tu mi parli di uomini separati impoveriti che aggrediscono la ex per disperazione. Io ti cito i minatori poveri e sfruttati dell’800 che picchiavano le mogli per disperazione.”
    Ho detto forse che sia giusto per disperazione uccidere l’ex moglie? No! Ho fatto questo esempio per farle rendere conto che non c’entra la violenza di genere, ma il raptus dovuto alla disperazione per una ingiustizia e violenza morale e psicologica subita dalle ex mogli! Ridurre in povertà una persona, sottrargli figli, costringerlo a dormire alla caritas, mentre lei se ne sta con l’amante nella casa dell’ex marito cacciato di casa, non è forse VIOLENZA?

    “so che negate l’esistenza di una violenza sulle donne SU BASE CULTURALE. Preferite rimuoverla, e buttare tutto nello stesso calderone, stupri, rapine, incidenti, maschi, femmine tutto una giostra senza senso…”

    Noi neghiamo nulla, la violenza(anche contro le donne) esiste eccome! Io non ho messo nello stesso calderone un bel nulla, ho enumerato queste violenza così eterogee tra loro proprio per farle rendere conto che non possono essere messe alla rinfusa per cercare di avvalorare l’esistenza della cosiddetta “violenza di genere”

    “una ricca donna dell’alta borghesia francese che si concede il lusso di cambiare idea in corsa”

    Va bene, è una “ricca donna dell’alta borghesia”, ma argomentazioni atte a smontare ciò che dice? Tipico: si colpisce la persona, per non affrontare i suoi contenuti. Cara Flavia, le faccio presente che quella famosa “ricerca” sulle “7 milioni di donne vittime” comprendeva anche e soprattutto la “violenza psicologica”, in particolare risposte affermative a domande del tipo “suo marito ha mai criticato il suo modo di cucinare”, oppure vestiario, e simili sono state registrate come violenza, e quindi hann fatto statistica. La mlascio ben immaginare se simile ricerca fosse stata fatta anche agli uomini, che risultati avremmo avuto!
    (le segnalo questo articolo dal titolo ironico : http://www.adiantum.it/public/468-istat–in-italia-la-prima-causa-di-morte-degli-uomini-%C3%A8-per-mano-femminile.asp )

    “(il desiderio di vendetta da parte delle donne è un’allucinazione della Badinter)”

    Insomma, Flavia, ma non v’esistono, oltre alle donne per bene ed oneste, anche donne bugiarde , opportuniste e calunniatrici??Stessa cosa dicasi per gli uomini. Come vede è lei che sta facendo negazionismo: non esitono donne cattive, ma sono tutte buone. Se non è negazionismo questo!

    “ha una muscolatura più debole. Siamo ancora a questo punto! E francamente la cosa fa abbastanza schifo”

    Lei ha una visione molto settaria e puerile sul concetto di Violenza e su come si esplica.

    “Conservatrice, anzi reazionaria.”
    Io sono di Sinistra, e prendo atto con dolore che l’attuale (falsa) sinistra abbia depistato la lotta di classe in lotta di genere:

    http://ilvolodidedalo.blogspot.com/2010/11/femminismo-sinistra-vera-e-sinistra-ogm.html

    Quanto ai link che lei segnala, la ringrazio, però se è in grado di citare anche fonti un pò meno di parte, le sarei molto grata. Non credo che lei sarebbe molto contenta se qualcuno per dimostrare che “Berlusconi è Amore” e che “Travaglio non capisce un cazzo”, le citerebbe articoli di Sallusti e Facci del Giornale.

  20. Facciamo così, cara Flavia, io vado ai centri antiviolenza per sentire le storie
    delle donne maltrattate, sempre che non mi caccino perchè maschio, si capisce
    e tu vai ai centri di accoglienza della Caritas a sentire le storie dei mariti e padri
    separati ridotti in quelle consizioni per vedere se magari sono tutti stronzi che
    meritano questo trattamento o tutti violenti. Io non ho paura a confrontarmi
    con le donne che subiscono violenze o ingiustizie da uomini, vediamo se tu sei
    disposta a confrontarti con uomini che hanno subito ingiustizie dalle loro ex
    mogli, sempre che tu abbia voglia di farlo.
    Per quanto riguardia la tua curiosità, sì sono il medesimo Roberto che viene
    qui a disturbare perchè la democratica e femminista Wa Lai non vuole che
    scriva più opinioni che divergono dal suo pensiero. Ennesimo caso che una
    volta di più dimostra quanto sia forte la vostra coscienza democratica.

  21. Oltre che alla Pm Carmen Pugliese dovremmo invitare anche altre persone ad assistere a certi seminari, non sarebbe una cattiva idea.

    Si potrebbero scoprire tante altre cose interessanti:

    PSICOLOGA GIURIDICA, SARA PEZZUOLO
    Convegno ANFI (Associazione Nazionale Familiaristi Italiani) – Firenze, 29 aprile 2010

    ” False accuse di maltrattamenti, percosse, abusi sessuali e violenze di vario genere su donne adulte e figli minori: le querele costruite al solo scopo di eliminare l’ex marito dalla vita dei figli – oscillano nelle procure italiane da un minimo del 70 ad un massimo del 95%.”

    —————-

    CTU TRIBUNALE, MARIA CAROLINA PALMA
    dal quotidiano “l’Avvernire” del 13/04/2009

    ” L’accusa di violenza sessuale è il modo più facile per estromettere il padre dalla vita dei figli. La donna non solo si libera del partner come coniuge ma anche come padre, facendolo uscire definitivamente dalla sua vita. [..] La legge attuale non garantisce né il padre, né il minore.”

    ————–

    PUBBLICO MINISTERO J. MONICA MAGI
    dal portale “CRIMINOLOGIA.IT” del 29/01/2009

    Le false denuncie provengono quasi nella totalità da donne, spesso madri che in tal modo tentano di allontanare i padri dai loro figli…

    ————–

    La dottoressa Jaqueline Monica Magi è giudice del tribunale di Pistoia.

    “Potrebbe sembrare incredibile che si possa accusare qualcuno che si sa innocente di un delitto turpe quale quello di violenza sessuale, in particolare quando è perpetrata su un bambino, eppure succede e neanche troppo raramente […] per l’esperienza fatta le false denunce provengono quasi nella totalità da donne, spesso madri che in tal modo tentano di allontanare gli ex mariti dai figli o peggio credono di vendicarsi di non si sa quali torti subiti durante il matrimonio.”

    ———

    PRESIDENTE AGI, CLARA CIRILLO

    Presidente AGI (Associazione Giuristi Italiani) – 4 febbraio 2010
    ” Ad adottare questi sotterfugi sono sempre le donne: se la separazione è in corso, non ci sono strumenti prima dell’udienza per allontanare uno dei due genitori da casa. L’ordine di allontanamento giunge solo in caso di violenza fisica, ed ecco perché arrivano le denunce verso i mariti, per la maggior parte dei casi inventate.”

    ————

    PUBBLICO MINISTERO CARMEN PUGLIESE
    quotidiano “Eco di Bergamo” del 31/01/2009

    FALSE E PREMEDITATE DALLE EX MOGLIE l’80% DELLE DENUNCIE DI MALTRATTAMENTI NELLE SEPARAZIONI.

    La dichiarazione della PM Carmen Pugliese autorizzata dal Procuratore Generele Galizi in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario 2009:

    “vero il 20% dei casi, le altre vogliono soldi dagli ex.” – I maltrattamenti in famiglia stanno diventando un’arma di ritorsione per i contenziosi civili durante le separazioni – avverte Carmen Pugliese, PM del pool della Procura specializzato in reati sessuali e familiari. Solo in 2 casi su 10 si tratta di maltrattamneti veri analizza la PM – il resto sono querele enfatizzate e usate come ricatto nei confronti dei mariti durante la separazione. “Se non mi concedi tot benefici, io ti denuncio” è la minaccia che fanno alcune mogli. Tanto che, una volta ottenuto quello che volevano, tornano in Procura a chiedere di ritirare la denuncia. L’impressione è che alcune mogli tendano a usare PM e Polizia Giudiziaria come strumento per perseguire i propri interessi economici in fase di separazione. [..]

    ———–

    RICERCA CESI S., MASINA E, CAMERINI G.B.
    casistica in separazioni conflittuali, 13° International Congress of the ESCAP, Firenze, 25-29/08/2007.

    Sui casi presi in esame la denuncia di abuso si è rivelata confermata (condanna dell’imputato) per il 5,6% coinvolgendo mentre nei restanti la denuncia si è rivelata infondata (92,4%)

    ————

    SPAGNA: 350 FALSE ACCUSE AL GIORNO
    documentario 2010 © RVproductions – http://www.youtube.com/watch?v=NyJKTCfJeHA

    MARIA SANAHUJA (giudice decano di Barcellona): “Gli arresti di massa di uomini, con poche prove, sono una caratteristica dei paesi totalitari [..] una violazione dei diritti fondamentali in Spagna. Si è creata una specie di follia nella legge, che crea l’abuso, la distruzione dell’onere della prova durante il processo e l’assenza della presunzione d’innocenza. La discriminazione positiva viola i diritti di uguaglianza, come il diritto alla libertà ed alla sicurezza o alla tutela giuridica effettiva. Abbiamo causato grande sofferenza a tantissimi uomini.”

    —————–

    E questo è soltanto una goccia nel mare, senza considerare tutto il sommerso…

    Ma anche loro di sicuro sono tutte persone in piena fase negazionista, nel senso che stanno negando la violenza sulle donne su base culturale. Certo…

    Povero mondo.

  22. Non mi disturbi affatto, caro Roberto, finchè usi toni pacati. Se Wa Lai ti ha bannato è perchè là i tuoi toni erano ben diversi. Vatti a rileggere, se hai voglia, e anche gli interventi dei tuoi sodali. Io me ne sono andata perchè l’aria era irrespirabile, testosterone a 1000, toni aggressivi, offese gratuite (ma come vi viene in mente di dire parolacce ad una utente che sta cercando di argomentare in modo corretto?? Ma chi vi conosce? Mah!).
    Per quanto riguarda le esperienze: alle ultime comunali mi sono candidata con una lista di sinistra che aveva, nel suo programma, il recupero di un edificio sequestrato alla mafia per adibirlo a casa di accoglienza temporanea per uomini separati in difficoltà economiche. Perchè io, e molte altre donne, non solo non ignoriamo i problemi, ma siamo anche solidali CON TUTTI (poi ha vinto la destra e la casa i separati adesso se la sognano).
    Cmq la mia diagnosi non cambia (e con questo rispondo anche agli altri): la violenza contro le donne è generata da una maledetta mentalità che ha radici nelle società patriarcali del passato, che tutti abbiamo assorbito, che condiziona i nostri rispettivi comportamenti (uno di questi è appunto la violenza maschile), e che facciamo una fatica boia a eliminare. Soprattutto se ci sono lobby come la vostra che lotta contro. Non siete d’accordo? Pazienza. Per ora mi accontento che gli utenti maschi non rispondano “togliti dalla minchia che hai il cervello di gallina”. Già un bel risultato, considerati i livelli di partenza.

  23. Sergio, dammi un giorno e ti trovo dati a confutazione quanti ne vuoi. Ma siccome non servirebbe a far cambiare idea a dei lobbisti molto agguerriti come voi, non mi ci metto neanche. Lascio che siano i lettori del blog a farlo, se ne hanno voglia. Io quello che dovevo dire l’ho detto.

  24. Raffaele, io le consento la replica ma davanti a “tanta verbosità, nessuna argomentazione” non vedo molto il senso! Cmq.
    Non mi ha convinto. Le concedo che il mondo è pieno di donne cattive ma la violenza di genere è altro, ha origini lontane e impedisce il progredire della società, come ho già detto ad nauseam quindi basta.
    Io voglio una società libertaria, dalla sessualità al testamento biologico, passando per il diritto al lavoro, alla procreazione e alla contraccezione senza moralismi, dall’eliminazione degli stereotipi (brava ragazza/zoccola) alla condivisione dei lavori domestici. Una rivoluzione culturale che tocchi tutti gli aspetti della vita. Da quanto ho visto la lobby (molto agguerrita) che si occupa di difendere le istanze dei padri separati e di combattere il diffondersi dell’idea femminista è sostenuta da un’ideologia reazionaria, vorrebbe il ritorno ai sani principi del focolare, vorrebbe il recupero dei valori della famiglia tradizionale, compreso un sano autoritarismo paterno (certo, la chiamano autorevolezza). Be’, se è così a me non sta bene. Al momento noi donne siamo in mezzo al guado, è vero, ma quella sarebbe una regressione, NON conveniente per le donne. Poi è una battaglia persa, indietro non si torna. Dobbiamo lavorare per creare un nuovo modo di relazionarsi fra i sessi – non cercare di tornare al bel tempo che fu (che non è mai stato bello).
    E per concludere il problema dei separati è un problema principalmente economico, causato dallo stato pietoso dell’economia in Italia, di cui le donne non hanno colpa. Ancora una volta si devia l’attenzione dai veri responsabili. E’ la perdita drammatica del potere d’acquisto dei salari, che non permette a questi uomini di pagarsi un affitto, non le esose richieste delle donne (visto che sono separata so benissimo che il magistrato calcola l’assegno per i figli in base al reddito del padre, non ad libidum).
    Chi ha mandato allo sfacelo la nostra economia? Le femministe? Chi non ha fatto niente in questi anni per sostenere la tanto decantata famiglia, in tutte le sue forme? Chi non ha intrapreso quelle azioni politiche che in altri paesi hanno consentito una ripresa economica che è già ora in atto? Si dia una risposta. Problemi sociali? No problem, mandiamo in onda un manipolo di ragazze semisvestite e sculettanti, panem et circenses. E confondiamo le acque con battaglie retrograde.
    Lotta di classe? ma ci vorrebbe!

  25. Così saremmo tutti dei lobbisti? Bah, io ho altro da fare. E’ sufficiente per me
    non sposarmi per evitarmi un mucchio di disgrazie come rinunciare a vivere
    a casa mia se la mogliettina si annoia con il sottoscritto. Meglio godere da solo!
    Per quanto riguarda le iniziative umanitarie a favore dei padri separati non pare che siano ben viste in genere dalle femministe. Una di loro (che scrive nel
    sito Femminismo a Sud) ha criticato l’iniziativa del Comune di Prato di dare
    case ai padri separati sostenendo che si tratta di uno SPRECO di denaro pubblico e che questi devono aspettare le graduatorie per avere una casa (cioè
    alle calende greche). La pensi diversamente? Già un bel risultato considerato
    l’atteggiamento dominante nell’universo femminista. Magari ti processano
    in seguito come kapò e collaborazionista della mafia dei padri separati!

  26. L’universo femminista non è un monolite, siamo gente in cammino…
    Forse a Prato volevano dargli case popolari, io parlo di case di accoglienza temporanea finchè non ti rimetti in piedi. Ma vedi che è una lotta fra poveri! Vedi che la situazione di stagnazione economica impedisce il progresso sociale (e mentale!) Invece di fare la rivoluzione aprite siti contro le donne. Ma vi rendete conto?

  27. di cosa dobbiamo renderci conto, di grazia? Che le leggi favoriscono le donne
    in caso di divorzio, di separazione e di affidamento dei figli? Grazie, ma noi lo
    sapevamo già. E dire questo, secondo te, significa essere contro le donne? Vi
    vanno bene solo i maschi pentiti che si autoflagellano e vogliono passare la
    vita a dimostrarvi il loro pentimento per essere nati maschi? No, grazie, ma
    preferisco fare altro nella vita. Curioso, poi, il ragionamento: ai maschi solo
    case di accoglienza temporanea finchè non si rimettono in piedi, alle mogli la
    casa (per sempre) coniugale e il trattamento economico che le serve non per
    sopravvivere ma per mantenere IL TENORE DI VITA DI PRIMA cioè
    prima del divorzio (chiesto da lei). Parlavi della lotta tra poveri: vedete, per
    non scatenarla, di non impoverire gli uomini i quali, oltre ad incazzarsi (e
    magari poi anche ad ammazzare la ex moglie, quando non hanno più nulla
    da perdere) poi non sono più in grado di dare più nulla alle ex mogli e forse
    magari neppure alle donne con le quali si rifanno una vita (visto che alla
    faccia di quello che scrive Annamaria Bernardini De Pace un certo grado di
    attrazione erotica gli uomini separati ancora riescono a conservarlo!).

  28. Mah, non c’è verso di intendersi. La casa comune il giudice la assegna all’affidatario dei figli, e solo fino all’indipendenza degli stessi. Nel momento in cui i figli si fanno la loro vita la casa viene venduta e il ricavato diviso fra gli ex coniugi. Lo dice la sentenza di un mio amico, che all’inizio è vero ha dovuto farsi il mazzo, ma i figli è stato ben felice di doverli gestire solo il week-end!
    Le fortunate che possono mantenere lo stesso tenore di vita di prima sono anche le ex mogli di gente con grandi possibilità economiche; come ti ripeto il giudice valuta in base allo stipendio.
    Poi non possiamo rimbalzarci casistica tutta la sera. Magari potremmo cambiare topic, tanto non si va da nessuna parte.
    Buona notte.

  29. Va bene, cambiamo pure argomento: questa volta, per non farti arrabbiare
    ti faccio una domanda: dimmi, cosa ne pensi della Legge contro la violenza
    di genere recentemente approvata in Spagna? Secondo alcuni giuristi sta
    creando parecchi abusi per false accuse di violenza e non sta risolvendo
    molto il problema della violenza domestica (molte donne caratterialmente
    deboli che meritano di essere protette non se la sentono di avvalersene e
    molte stronze che intendono servirsene per liberarsi di un coniuge “noioso”
    ne fanno un uso da derviscio danzante per i loro bassi fini personali)?
    Ne vorresti una simile anche in Italia? Così ………tanto per sapere!

  30. “Per quanto riguarda le iniziative umanitarie a favore dei padri separati non pare che siano ben viste in genere dalle femministe”(Roberto)
    Considera che quelle di Femminismo a Sud si auto-definiscono pure di “sinistra”. Beh, io che sono di sinistra, trovo molta difficoltà ad accettare che una persona di sinistra sia contraria ad aiuti ai senzatetto. Ecco il pasticcio che si viene a creare quando viene depistata la lotta di classe in lotta di genere(che è interclassista del resto). In nome della lotta di genere ci si accanisce contro un senzatetto operaio,precario,disoccupato,cioè un appartenente ad una fascia debole, solo perchè è un uomo in contenzioso con una donna. Manco fosse un imprenditore, un fascista, un soldato israeliano, eccQuindi è inconciliabile con la lotta di classe. La sinistra è “proletari di tutto il mondo, unitevi”, non certo “donne di tutto il mondo, unitevi”.

    Tornando a Flavia. La ringrazio per il diritto di replica concessomi e comunque per l’ospitalità.

    “Io voglio una società libertaria, dalla sessualità al testamento biologico, passando per il diritto al lavoro, alla procreazione e alla contraccezione senza moralismi”

    Sì, ma non capisco cosa c’entri tutto ciò con il Femminismo.

    “dall’eliminazione degli stereotipi (brava ragazza/zoccola)”

    Giusto. Ma anche dello stereotipo “bravo ragazzo/porco”

    “alla condivisione dei lavori domestici.”
    Beh, allora se è per questo anche dei lavori rischiosi e usuranti considerando anche che il 98% dei morti sul lavoro è maschile. Ovviamente qui non si chiedono “quote rosa” perchè quest’ ultime vanno bene solo quando si deve stare sedute dietro una scrivania a comandare(nei posti CdA, e in parlamento). Questa è la “parità” di facciata, quindi falsa, tanto cara Femminismo. “Parità” solo dove fa comodo. Inoltre se lei è casalinga, e lui lavora, non si può chiedere a quest’ ultimo di condividere fifty-fifty con la moglie i lavori domestici. Volete aggiungere altro lavoro ad un povero operaio già di per sè logorato dal lavoro massacrante( e per di più sottopagato e sfruttato)? E poi che le dice che gli uomini non facciano lavori domestici?Ancora con i luoghi comuni??!!Io li faccio, e ho alcuni miei zii che, nonostante lavorino e abbiano mogli che non lavorano, praticamente fanno tutto loro a casa.

    “Da quanto ho visto la lobby (molto agguerrita) che si occupa di difendere le istanze dei padri separati”

    No, non ci siamo. Le associazioni dei padri separati, a differenza di quelle femministe non hanno agganci istituzionali(Ministero delle sedicenti Pari Opportunità e politici di tutti gli schieramenti, direttive del Min Pari Opp. su come deve apparire la figura della donna per tv, ecc ), nè mediatici(tutte le tv a fare allarmismo sulla “violenza sulle donne” e sull’ “emergenza stupri”), nè fondi pubblici(“centri antiviolenza”, telefoni rosa vari). Quindi quella femminista è una Lobby, non certo i poveri padri separati che soffrono e schiattano dalla fame, dal freddo, dalla solitudine e dal dolore sentimentale. Guardi qui questi poveri disgraziati, Flavia, che secondo lei sarebbero una “Lobby”:
    http://www.repubblica.it/solidarieta/volontariato/2010/12/19/news/padri_separati-10376172/?ref=HREC2-1

    “è sostenuta da un’ideologia reazionaria, vorrebbe il ritorno ai sani principi del focolare, vorrebbe il recupero dei valori della famiglia tradizionale, compreso un sano autoritarismo paterno (certo, la chiamano autorevolezza).”

    Fossi a lei non generalizzerei. E’ molto variegato il mondo dei padri separati. Anche io come lei non sono favorevole al ritorno tradizionale della famiglia(mia madre è insegnante, non certo una “focolarina”)-semplicemente perchè non si può ritornare indietro e poi secondo quel modello, sul padre di famiglia ricadono tutte le responsabilità e carichi..alla faccia della propagandata “oppressione femminile”-ma non sono favorevole nemmeno al modello attuale. A questo punto, aboliamo il matrimonio. Io sono per il boicottaggio del matrimonio, lo sa? Ma non ho mai sentito femministe incitare apertamente(se non in certi slogan) a non sposarsi, perchè se le donne non si sposano non possono nemmeno divorziare, e se non divorziano come possono poi sperare di essere mantenute a vita dall’ ex marito trattato come bancomat?

    “E’ la perdita drammatica del potere d’acquisto dei salari, che non permette a questi uomini di pagarsi un affitto”

    Cara Flavia, non facciamo confusione, per piacere. Il problema dei padri separati è tutto culturale e giuridico, cioè quello di una società che considera la donna come parte debole e vittima a presincdere, mentre l’uomo come parte forte e prevaricatrice a prescindere, il che si traduce anche in una disparità di trattamento di fronte al giudice.
    Lei dice che è un problema di potere d’acquisto dei salari e di povertà, il problema è che se aumenta il potere d’acquisto dei salari e il reddito dei padri, aumenta anche la somma richiesta dal giudice da versare all’ex moglie(anche perchè come giustamente ha detto lei prima, è proporzionale al reddito del padre) , quindi il problema verrebbe trascinato avanti.. Il problema del salario d’acquisto e delle povertà, cosa per la quale anche io come lei sono molto attento e preoccupato, non ha nulla a che vedere con la tragedia sociale dei padri separati. E poi non è un solo un problema di casa, Flavia. Vi è anche in problema di dolore esistenziale per essere stati lasciati, di non poter rivedere i figli(non a tutti i padri separati accade, ovviamente), dell’ umiliazione di vedere l’amante della ex moglie che vive nella sua casa dal quale è stato sfrattato, e talvolta anche lo strazio nell’affontare e subire, come se non bastasse, false accuse. Insomma, Flavia, per voi femministe non conta nulla lo stato d’animo di queste persone, un pò di pietà e compassione ce l’avete per questi poveri cristi? E’ mai possibile che certe donne(non tutte) hanno più compassione e pietà per le bestie che per gli uomini?

    “non le esose richieste delle donne”

    Lei vuol far capire che è giusto che le donne facciano richieste esose per l’assegno di mantenimento. Ma ha detto una doppia inesattezza, in quanto punto 1) non tutte le donne fanno richieste esose, vi sono anche molte donne che rispettano gli ex mariti e non fanno loro richieste esose. Punto 2) fare richiese esose, trattare e spremere a vita l’ex marito è una colpa, è una vigliaccata, è un’ opera di sfruttamento,cara Flavia.

    “Chi non ha intrapreso quelle azioni politiche che in altri paesi hanno consentito una ripresa economica che è già ora in atto? ”

    Su questo, lei con me sfonda una porta aperta. Anche io sono contro Berlusconi e Lega e loro politiche econimiche e sociali.

    “No problem, mandiamo in onda un manipolo di ragazze semisvestite e sculettanti”

    Vabbeh, Flavia, se è per questo molte donne sculettano non solo per tv, ma anche in pubblico nella vita di tutti giorni. Il bello è che coloro che denunciano il “maschilismo” che vuole la “donna-oggetto” sono le prime ad andare in perizoma e con le tette fuori, e a tacciare di “maschilismo” chiunque osi criticarle per questo andare in pubblico succinte. Quello del “velinismo” e dello “smutandamento” è un problema tutto femminile e che quindi sono le donne che devono-se lo ritengono opportuno-risolvere. Cerchiamo di non dare sempre la colpa agli uomini.

    Vabbeh, Flavia, non credo sia il caso di insistere, forse un pò alla volta potrà capire che il mondo non va come ci è stato descritto fin da piccoli, cioè questa “oppressione maschile” e “potere maschile” è tutta una Menzogna. Diceva Goebbels “ripetete molte volte una menzogna, e diventerà Verità”.

    Vorrei chiudere qui,vedrò solo di rispondere brevemente, quando ho un pò di tempo, al link che lei mi ha dato sul documentario della Zanardo. Poi chiudo definitivamente.
    Grazie di nuovo.

  31. p.S. Mi ero dimenticato di replicare qui:
    “La casa comune il giudice la assegna all’affidatario dei figli, e solo fino all’indipendenza degli stessi. Nel momento in cui i figli si fanno la loro vita la casa viene venduta e il ricavato diviso fra gli ex coniugi”

    Flavia, ma la sostanza non cambia: fino a che i “figli non si fanno la loro vita”(e questo può accadere anche dopo i 30 anni di età), l’ex marito vive SENZA CASA, pur continuando ad essere di sua proprietà(o in comproprietà, se intestata ad entrambi).

  32. @Raffaele
    Ricorda, Raffaele, che alle femministe è concesso tutto: anche ad irridere il
    senzatetto (reso così dalle leggi e dalle ex mogli) se “maschio” e perchè
    “maschio” e ad essere razziste dando addosso al giornalista di colore che
    voleva rendersi conto di cosa fosse la marcia femminista contro la violenza
    (appunto!) sulle donne malmenandolo e cacciandolo appunto perchè “maschio” (quell’imbecille doveva capire AL VOLO che in quella precisa
    manifestazione gli uomini non erano graditi e quindi non dovevano
    capitarci nemmeno per caso). Tutti i maschi che commettono il REATO
    IMPERDONABILE di NON CAPIRE quello che le donne vogliono
    meritano la fine peggiore e quindi nessuna pietà e compassione per loro!
    Del resto era ora che finalmente dei maschi venissero puniti per questo.
    Quindi, caro Raffaele, non aspettarti da loro un bel niente!
    Le femministe NON SONO di sinistra quando si tratta di fare gli interessi
    (veri o presunti) delle donne. Utilizzano la sinistra: è diverso!
    La sinistra pensava che le femministe lavorassero per la sinistra. Invece è
    la sinistra che lavora per le femministe. Bene hai fatto, Raffaele, ad
    accorgertene. Sarebbe ora che se ne accorgessero anche gli altri!

  33. Mi sono letto tutti i commenti. Decisamente un bel corpus.
    Credo sia importante capire le motivazioni che portano alle rivendicazioni femminili.
    L’approdo ultimo è l’uguaglianza totale e la vera parità tra le persone a prescindere dai sessi, dalle etnie e da qualunque altra discriminante che non sia attinente al motivo della valutazione.
    Per questo io mi dico, in linea di principio, contro alle stesse quote rosa perché le vedo come una discriminazione verso l’universo maschile come dato di fatto e verso quello femminile a livello psicologico. Il problema principale però è che nel trattamento e nella valutazione siamo costantemente influenzati da un’ideologia cattolica e da un passato, nel quale si permetteva il delitto d’onore, per cui la donna e l’uomo sono visti su due gradini differenti.

    Le quote rosa quindi sono necessarie per riequilibrare nell’immaginario e nella cultura una situazione di discrimine che, una volta scomparsa, potrebbe portare alla suddetta parità senza alcuna limitazione.
    Tutte le lotte sono appunto da porre nell’ottica di andare oltre rispetto ad un passato di sicura tendenza sessista. Pare quindi logico, a volte, forzare per riequilibrare l’andazzo.

    Questo in generale, dopodiché per quanto riguarda le violenze, i dati sono dati e sicuramente è più probabile che violenze fisiche siano subite da donne, specialmente in ambito sessuale. Per questo motivo sono necessari strumenti informativi e di divulgazione, specialmente ora che si sta tornando a un concetto di famiglia patriarcale, anzi di clan patriarcale, in cui la donna torna a essere vista come oggetto sessuale e adatto a badare alla magione senza contemplare un qualunque altro desiderio dell’universo umano.

    Per quanto riguarda le problematiche post divorzio, credo che derivino anche queste dalla disuguaglianza culturale che prevede la donna incapace di uscire dall’ambito del focolare domestico. Proprio per questo nelle cause di divorzio è tendenzialmente l’uomo a “rimetterci”, ma riflettendo un minimo questo cala dalla considerazione di una donna come incapace e bisognosa di essere mantenuta e di un uomo che deve farsi carico di tutto, come un padrone che alleva il suo cucciolino. La realtà è ben diversa, e l’uguaglianza serve proprio per tentare di combattere anche questa concezione. Poi ovviamente alcune ci giocano su.
    Se però si partisse da una reale parità di base, tutto ciò non accadrebbe.

    Luca Gariboldi

  34. Cara Flavia come lei sa avevo deciso di non intervenire su questo blog, ma la sua affermazione che il movimento per la QM è portatore di “un’ideologia reazionaria, vorrebbe il ritorno ai sani principi del focolare, vorrebbe il recupero dei valori della famiglia tradizionale, compreso un sano autoritarismo paterno (certo, la chiamano autorevolezza)” è oggettivamente senza fondamento, come chiunque può verificare andando a vedere le posizioni dei due principali esponenti (Rino Barnart e Claudio Risè) e della maggioranza degli innumerevoli rivoli che da loro hanno preso avvio.
    Non è questo il luogo per spiegarle il nostro punto di vista, ma se lei è in buona fede sa dove andare ad informarsi, se è in cattiva fedesappia che la menzogna non porta mai bene a nessuno.

  35. @Luca
    Caro luca, tu mi sembri come quelli che dicono che se ci sono i gigolò è per
    colpa delle donne ricche, benestanti e libere che li pagano. Se queste donne
    non ci fossero, i gigolò non sussisterebbero! Quindi, se molti padri separati
    dormono in macchina e vanno a mangiare alla mensa della Caritas la colpa
    è della mentalità patriarcale, non delle mogli stronze. Se poi si vuole arrivare
    a forzare le cose per raggiungere la parità va bene anche il metodo illogico e
    anticostituzionale delle quote rosa: se si trovano donne capaci che riempiono
    la quota, bene, altrimenti si deve ricorrere anche alle incapaci. Tanto, è più
    importante raggiungere la parità A TUTTI I COSTI piuttosto che mettere
    persone in gamba (e votate dal popolo) nei posti giusti: ma come diavolo
    ragioni, con l’utero della tua compagna? Stai tranquillo che alle donne in
    genere VA BENISSIMO essere favorite dalla legge con la mentalità vecchia
    piuttosto che NON ESSERLO AFFATTO IN QUANTO DONNE con una
    mentalità moderna. Anche quelle che A PAROLE deplorano le situazioni
    di favore che si creano a loro vantaggio sono BEN CONTENTE di questo
    favore legislativo e giudiziario delle quali, come peraltro ammetti anche tu,
    molte approfittano a sbafo. Che ci sia la “disuguaglianza culturale” alla
    maggior parte delle donne non gliene importa una beata mazza. Quello
    che a loro importa è la disuguaglianza legislativa e giudiziaria che le
    avvantaggia e della quale oggi molte fanno un uso da derviscio danzante.
    E sai quello che più mi dà fastidio? Non che ne approfittino: è cosa ovvia.
    Ma che ci siano maschi pentiti come te che le giustificano e non vogliono
    guardare in faccia la realtà che ci dimostra che il sesso femminile è ORA
    IL SESSO PRIVILEGIATO dalla legge e dalla giustizia. Di fronte a questo
    tonico corroborante cosa vuoi che gliene freghi alle donne della menzionata
    “disuguaglianza culturale”. Cerca di uscire dal tuo coma irreversibile nel
    quale ti ha sprofondato l’ideologia femminista. Finchè la maggior parte dei
    maschi continuerà a ragionare come te e a fare da zerbino alle donne per i
    padri separati non ci sarà alcuna speranza di migliorare la loro sorte.

  36. @Roberto, mi sto leggermente rompendo le palle di leggere le stesse accuse da giorni in un CRESCENDO di stizza. Ascolta amico, posso dirti, sinceramente, che sono dispiaciuta per le afflizioni dei padri separati, come qualsiasi essere umano, ma queste sono oggettivamente una goccia nel mare delle afflizioni delle donne? Tipico. Finchè sono le donne a farsi il mazzo non è un problema degli uomini, quando la realtà li sfiora spiacevolmente cominciano a starnazzare – cos’è? lesa maestà? Le donne hanno fatto una vita da cane per secoli, adesso arrivano questi e gli lesinano perfino il diritto di ribellarsi e magari ottenere un po’ più di potere. Cos’è lo volevate tutto voi? Bello vero? Ci credo. (E pur di non mollarlo vi siete inventati la nuova piaga sociale: gli ex della Caritas. Tutti e 24.) Sono/siete tanto maschi? Bene, affrontate gli strali della vita maschiamente. Forza e coraggio, un vero uomo non si abbandona ad isteriche rivendicazioni senza capo nè coda, un vero uomo non picchia, un vero uomo trova dentro di sè la forza di reagire, creando e utilizzando reti di mutuo-soccorso e supporto psicologico (come le donne fanno da anni, peraltro). E soprattutto non baratta il senso di giustizia con pseudo-filosofie di resistenza maschile. Perchè credimi Robi, ‘sta roba non è altro che il solito, vecchio, caro, fottuto machismo in salsa rococò.

  37. ” Le donne hanno fatto una vita da cane per secoli”

    Gli uomini ancora peggio. Le donne prima stavano a casa davanti al focolare, gli uomini invece nelle miniere, a schiattare nei lavori pesanti vari,a zappare ed arare i campi, e a morire in guerre perchè precettati con la forza. Il tanto “famigerato” Patriarcato(di cui io non sono certo un sostenitore) dava tantissimi vantaggi alle donne perchè quest’ ultime essendo catalogate come “fascia debole” venivano(e vengono) esentate da rischi e responsabilità le quali invece ricadevano(e ricadono) sugli uomini. Ora è vero che la moglie era subordinata al marito, ma essere subordinato non vuol dire necessariamente essere “schiavo”, così come un figlio è subordinato ai genitori, e questo non vuol dire che necessariamente subisca abusi e violenze. Certo ve ne erano di casi di mogli sottomesse a mariti-padroni, così come ci sono figli vittime di violenza da parte dei genitori, ma non bisogna generalizzare. E’ anche vero che nell’era patriarcale le donne avevano molte meno possibilità rispetto agli uomini di accedere a incarichi e funzioni pubbliche, però è anche vero che in questi settori accedevano solo persone ricche e dell’alta nobiltà, insomma un “elite”, il grosso dei maschi stava a schiattare ad arare terre, nelle miniere, a servire copntro la loro volontà gli eserciti guidati da crudeli tiranni e ufficiali,da servi della gleba, ecc. Così come tutt’ oggi, le leve del Potere appartengono solo all’ elite. Perciò, cara Flavia, mi sento offeso nel sento dire che io in quanto uomo detengo il Potere su voi donne. Il “Potere Maschile” è una menzogna, femminista, una perversa leggenda, un Mito che si è instillato nella mente della gente come se fosse un fatto scontato alla stregua del sole che sorge e tramonta. Una falsificazione della Storia che sta avvelenando i rapporti fra i sessi.

    http://apocalisselaica.net/varie/attualita-cultura-satira-e-umorismo/la-ricerca-di-protezione-delle-donne

    In questa società presentata come “androcentrica” e “maschilista” all’ insegna del “potere maschile”, la vita media degli uomini è circa 8 anni minore di quella degli uomini(e ciònonostante vanno in pensione 5 anni più tardi), i lavori più rischiosi e usuranti sono destinati sempre e soltanto agli uomini(morti sul lavoro sono al 98% maschile), l’ 80% dei suicidi è maschile(in Cina, dove invece vi è una società veramente “maschilista, il tasso di suicidi è all’80% femminile), il 90% dei barboni e senzatetto sono maschi, a parità di reato gli uomini subiscono condanne maggiori rispetto alle donne, ecc, ecc

    E questo sarebbe il “potere maschile”!!!

    Dia anche un’ occhiata qui:

    http://www.bandieragialla.it/node/6104

    http://antifeminist.altervista.org/risorse/lavori_ripugnanti.htm

    http://ilvolodidedalo.blogspot.com/2010/08/femminicidio-o-maschicidio.html

    Parlare di potere maschile è una offesa nei confronti di quella moltitudine di uomini che hanno sofferto e soffrono.

    p.S: mi ero promesso di non intervenire più in questo post, ma questo fatto del “potere maschile” che lei ha citato, mi ha indotto ad intervenire di nuovo

  38. Le palle semmai me le rompo io a sentire certe idiozie che continuate a ripetere
    come slogan convinte, come Goebbels, che ripetere all’infinito una fesseria la
    trasformiamo in verità. Non mi convinci neanche se continui fino all’eternità.
    Tu ti sarai rotta le ovaie, al limite. O ancora non sai cos’hai tra le gambe?
    Innanzitutto chi ti ha detto e dove lo hai studiato che SOLO le donne hanno
    fatto una vita da cane? Chi ha lavorato nelle cave, nelle miniere, nei campi
    spesso in condizioni bestiali? Le donne? O gli uomini? Gli uomini che hanno
    esercitato il potere, se non lo sai, sono stati pochissimi e il loro potere, sempre
    se non lo sai, lo hanno condiviso con le donne della loro famiglia alle quali
    spesso delegavano ruoli importanti e addirittura (udite, udite) persino la
    reggenza dei loro stati e dei loro feudi. Ma dove hai studiato la Storia?
    Al cottolengo? E poi, anche ammesso (e non concesso) che a fare una vita
    da cane fossero state SOLO le donne, ti sembra questa una buona scusa per
    irridere a chi, spesso non per colpa sua, si trova fuori da casa (sua) e spesso
    nell’impossibilità di rifarsi una vita con il misero reddito che gli rimane dopo
    aver pagato l’assegno divorzile e magari anche il mutuo per una casa in cui
    non abita più? E’ comodo dirgli in faccia, con il sorrisetto ebete ed ironico:
    “Forza e coraggio, bello, dimostra di essere un vero uomo. Non lamentarti.
    Trova dentro di te la forza di reagire”. Mi sembra di sentire la Bernardini De
    Pace, donna dichiaratamente di destra. A quanto pare, su questo tema sia le
    donne di destra che le donne di sinistra la pensano allo stesso modo. Strano!
    Alla faccia della solidarietà per i bisognosi, tanto cara alla sinistra!
    Poi che razza di accusa fai quando dici che CI SIAMO INVENTATI LA
    PIAGA sociale dei padri separati: Chi se lo è inventato? Per te non è esiste?
    Quei padri ripresi a dormire e a mangiare dalla Caritas secondo te stavano
    girando un film comico? Erano comparse del film “Fantozzi alla Caritas?”.
    Quando si tratta di difendere A TUTTI I COSTI una posizione come fai tu
    si chiude gli occhi ad una realtà che tutti i quotidiani oramai segnalano,
    risultato di un utilizzo spregiudicato e da derviscio danzante delle leggi che
    favoriscono le donne nelle cause di separazione e di divorzio ed è per questo
    e SOLO PER QUESTO che le donne chiedono a tutto spiano il divorzio e la
    separazione, perchè sanno di avere la legge dalla loro parte. L’accusa di
    vittimismo che fai poi è ridicola: proprio VOI DONNE accusate alcuni maschi in difficoltà che fanno notare che hanno OGGETTIVE difficoltà di sopravvivenza di vittimismo quando del vittimismo e della lamentela avete
    fatto il vostro cavallo di battaglia? Se fossi donna mi vergognerei per prima
    io del vittimismo e avrei pudore prima di accusare un qualsiasi uomo dello
    stesso atteggiamento! C’è proprio da vantarsi, cara Flavia, di appartenere ad
    un sesso che proclama il suo valore e la sua bravura e poi chiede senza alcun
    pudore e senza vergogna, quota rosa, l’assegno di mantenimento, leggi a
    proprio favore, per le assunzioni femminili e per l’imprenditoria femminile
    e via dicendo! E VOI DONNE avete anche la faccia di tolla di andare a
    criticare chi si lamenta di essere stato ridotto in povertà per una sentenza?
    E magari fa fatica anche a sopravvivere? Se dite di essere così brave e così
    forti perchè non rinunciate allora ai vantaggi di legge che avete ottenuto
    ANCHE facendo del vittimismo? Perchè siete troppo furbe? Bene, allora, i
    furbi cominceremo a farli anche noi maschi. Vorrà dire che i padri separati
    si organizzeranno anche loro a fare lobby. Vedrai che qualcuno capirà. E
    poi magari qualcuno provvederà. Anche per loro. E sarebbe ora!

  39. @ Roberto:

    Se ci sono i gigolò è perché, anche se in modo sommerso, il sesso libero si sta sdoganando per entrambi i generi e quindi i gigolò esistono per lo stesso motivo per cui esistono le prostitute.

    Se ci sono ex mariti separati non per maltrattamenti reali e costretti a non avere un tetto sotto cui vivere è colpa di ex mogli stronze che sfruttano in modo becero la cultura patriarcale che vige nel nostro paese.

    Per le quote rosa, non so, ma leggi saltando le righe? Ho detto che, appunto, sono contrario in linea di principio. Solo che le ritengo necessarie come sola forma di transizione.

    Non mi sembra che io neghi i problemi, ma non condivido le cause che li scaturiscono. Probabilmente sei talmente abituato a dover offendere da non comprendere chi ammette i problemi che sottolinei.

    Per il resto:
    Ma te parti con un testo già scritto con dei vuoti da riempire a seconda della persona a cui rispondi. Quello che fanno nello specifico “le donne” e quello che fanno nello specifico “gli uomini” esula completamente dal discorso che ho fatto. Io ritengo che il problema da cui TUTTO scaturisce è puramente culturale e se non si risolve quello non si potrà mai avere parità.
    Quando non c’è parità mentale e culturale, qualunque genere avrà da ridire e accusare l’altro.

    I Neri Americani hanno conquistato la parità quando non si è più dovuto parlare di parità.
    Così dovrà succedere per tutte le eguaglianze, la fase transitoria è doverosa.

    Poi bon, discorsi sul servilismo e offese personali le tralascio, essendo patetici giudizi di chi non mi conosce.
    Da quello che hai scritto anche io ti immagino abbastanza stempiato in una roulotte nel profondo texas, una moglie e 3 figli e il fucile per mandare via il vicino. Però capisco anche che probabilmente il mio stereotipo è sbagliato, e quindi avrei anche evitato volentieri di scriverlo…

  40. Ok, break! Abbiamo capito, ognuno resta del suo parere e buona fortuna.
    Visto che ho un sacco di materiale sulla condizione della donna nel mondo, nei prossimi giorni mi dedicherò a scrivere un nuovo post sull’argomento, quindi questo diamolo per concluso.
    Però vi prego, NON venite anche lì a fare interventi per parlarmi ancora degli uomini separati senza tetto che sinceramente, con tutta la buona volontà, non è un argomento che riesca a coinvolgermi più di tanto quando io sto qua separata monoreddito a pagare un mutuo e allevare 2 figli. Fanculo i separati. Scusate ma quando ce vò ce vò.

  41. E un’altra cosa, cara Flavia, ti posso assicurare che la maggior parte dei padri
    separati non “starnazza” affatto. Vive dignitosamente la loro difficilissima situazione cercando altrettanto dignitosamente di venirne fuori. Il guaio è che
    finchè si limitano a fare così la loro condizione giuridica non cambia affatto.
    E in fondo è quello che volete. Non sarà che adesso che si organizzano e se del
    caso “starnazzando politicamente” qualcosa cambierà in meglio anche per loro? Io dico di sì!

  42. Bravi! bisogna crescere, andare oltre le lamentele e raggiungere consapevolezza politica. Buon lavoro.
    Siete benvenuti su altri post…
    Flavia

  43. Fanculo i separati? Allora fanculo anche te che sei separata? E’ una domanda!
    Vedi che fai del vittimismo? Monoreddito, mutuo da pagare, due figli. E tira
    fuori le ovaie, no? Non siete oggi diventate meravigliose, in gamba, forti, etc.?
    Dimostratelo e non lamentatevi!

    P.S.: i “separati” che mandi affanculo oltre ad essere monoreddito con assegno di mantenimento da pagare, rata di mutuo da pagare, figli da aiutare(che vedono poco o niente) spesso non trovano neanche un alloggio
    decente (al contrario di te) ma le palle le devono tirare fuori………..e zitti!
    Quando vi fa comodo vi appellate alla virilità anche voi femministe.
    Ma solo quando vi fa comodo…….si capisce!

  44. ” è colpa di ex mogli stronze che sfruttano in modo becero la cultura patriarcale che vige nel nostro paese.”(Luca)

    Luca, più che “patriarcato” io la chiamerei “becera cultura del maschio cavaliere e forte a tutti i costi”. Ma al di là del termine, vedo che hai centrato molto bene la questione. Il problema è che-come ha rilevato molto bene Roberto-di questa pseudo-cultura molte donne non se ne vogliono liberare affatto proprio perchè permette loro di sfruttarla per certi vantaggi, per approfittarsene, ecc. Quindi è un problema anche e soprattutto femminile. Flavia, da un lato critica il “machsimo”(termine che cmq io non condivido), dall’altro lato incita gli uomini a comportarsi da “veri maschi”, “maschiamente” cioè secondo quel modello stereotipato “maschista”-e quindi falso-di maschilità: l’uomo “che non chiede mai”, che non deve piangere, che non può provare afflizione, che non può lamentarsi, eccIl femminile moderno da un lato critica il “machismo”, ma dall’altro implicitamente lo invoca deridendo e insultando apertamente quegli uomini che non rispondono a queste caratteristiche(gli uomini non grossi e non possenti, oppure impotenti, che osano lamentarsi delle loro afflizioni, timidi, ecc). Le donne possono dire tutto e il contrario di tutto a seconda di come le girano le ovaie, tanto sanno di avere di fronte maschietti scemi, rammolliti e mentalmente castrati(dalla propaganda femminista) che non le chiederanno mai conto di questi loro capricci e contraddizioni. Un pò come il misogino: odia le donne, ma di esse ne ha un fottuto bisogno, quindi è un odio-amore il suo. Le odia solo perchè ritiene che esse non soddisfino le sue aspettative, e quindi vorrebbe tanto che queste sue aspettative fossero soddisfatte, quindi sotto sotto le ama. La stessa cosa per le femministe. Proclamano la loro “superiorità”, lottano contro il “machismo”, però nello stesso tempo dal partner ideale(fidanzato, marito) richiedono requisiti di sicurezza fisica(per questo non provano attrazione per gli uomini magri, e si beano con i calendari di Rugbisti della rivista femminista per eccellenza, “Donna Moderna”), sicurezza materiale, sicurezza economica, di procacciatore di reddito(se lui perde lavoro, lei divorzia, o cmq non se lo sposa..mentre a parti invertite lei può fare la casalinga), massima prestanza sessuale a letto(altrimenti, divorzio e/o denigrazioni del tipo “ce l’hai piccolo”, “fai cilecca”, “non sei un vero uomo”, ecc). Questo è “il vero uomo” che ricercano le donne moderne femministe. Il “vero uomo non picchia le donne”, ma può picchiare e massacrare altri uomini per difendere le donne e il loro onore. “Il vero uomo non stupra le donne”, ma può sodomizzare con la forza gli uomini accusati di violenza sessuale. Il vero uomo si prende cura della donna, sta al suo servizio, si fa carico di tutte le colpe e responsabilità della sua donna, riconosce la superiorità del genere femminile(e la sua natura divina), la fa ridere, la stupisce, la fa sentire al centro dell’attenzione, le paga la cena, la fa “impazzire a letto”,la scarrozza e destra e a sinistra, sorbisce senza batter ciglio ogni suo capriccio. Insomma un Principe Azzurro, un Cavaliere a servizio di Sua Maestà Donna, e che pertanto quindi non gli sono concesse debolezze, di lamentarsi dei suoi problemi, delle sue afflizioni, insomma deve reagire da “vero maschio”, e quindi “non deve piangersi addosso”.Come se fosse una entità sprovvista di sentimenti. E così mentre a lei è perdonato anche un omicidio, un infanticidio(“poverina era depressa), a lui invece non è consentito nemmeno di lamentarsi e di piangere, e so osa suicidarsi per non aver retto ad un dolore esistenziale atroce, addirittura viene deriso e offeso come un “debole che non sa affrontare la vita”(esattamente come spiegato nei manuali nazisti degli anni 30, dove la “debolezza”-vera o presunta- veniva vista come un “crimine”).
    Quindi su questa becera pseudo-cultura sono proprio le donne(o meglio, una parte di esse) che ci marciano e ci guadagnano sopra.
    Come vedi Luca contrariamente a quanto ci viene rinfacciato, non siamo per nessuna “Resistenza Maschile”, noi ci battiamo per la “questione maschile”(cioè le problematiche maschili) il che è un’altra cosa, anzi una cosa diametralmente opposta. In questi due articoli puoi vedere come è la nostra “filosofia” di maschilità, come detto, diametralmente opposta al modello del “ce l’ho duro” e dei muscoli pompati:

    http://ilvolodidedalo.blogspot.com/2010/12/basta-esami.html

    http://www.uominibeta.org/2009/11/30/cio-che-paralizza-gli-uomini/

  45. Rispondo brevemente perché a far la macchietta mi trovo male.

    Raffaele, sono sicuro che tu abbia fatto questo errore inconsapevolmente, ma non avendo scritto io una frase chilometrica preferire che nel citarmi la scrivessi tutta. Io ho scritto “Se ci sono ex mariti separati non per maltrattamenti reali e costretti a non avere un tetto sotto cui vivere è colpa di ex mogli stronze che sfruttano in modo becero la cultura patriarcale che vige nel nostro paese.” A mettere solo la seconda parte si lascia lavorare di fantasia sulla prima. E’ solo un appunto.

    Per il resto, si continua a spostare il dialogo sulla dicotomia uomo/donna che non ha alcun senso se si vuole raggiungere una fattuale, e sopratutto culturale, parità.
    Il problema che si pone è che adesso, secondo il mio punto di vita, questa parità non c’è e la causa, ultima volta che ripeto, è l’accezione della comunità come formata da singole famiglie o clan (e non come da soggetti legati tra loro) di stile patriarcale.
    Per abbattere questa considerazione devono essere fatte anche, non solo ma anche, forzature come quelle quote rosa che non ci sarebbero in una condizione idilliaca.
    Dire che dato che alcune donne riducono in modo consapevole e meschino l’ex marito a condizioni disumane e quindi generalizzare l’andazzo a tutto l’universo femminle è una tale forzatura da non dovre nemmeno essere “combattuta”.

    Il fatto che si parli delle problematiche della donna è dovuto alla sua condizione culturale che la relega, in Italia, in una posizione di inferiorità.
    Dato però che rifiuto come detto sopra la diatriba uomo/donna, l’esistenza delle violenze su donne e tutte le altre problematiche non esclude che ci siano anche violenze simili su uomini.

    Concludo dicendo che una posizione decente non sarebbe il combattere su chi sta peggio, ma ammettere le reciproche difficoltà. Non fare a gara tra chi sta peggio ma aiutarsi reciprocamente nel darsi dignità come essere umani.

    Arrivederci.

    Luca Gariboldi

  46. Benvenuto Raffaele nel nostro mondo, fatto di complessità, questioni aperte, desideri e contraddizioni. Noi, attraverso l’estenuante modalità trial and error, sono decenni che cerchiamo la strada per la libertà dai condizionamenti, dalle costrizioni culturali, per l’autodeterminazione e la felicità. Avete cominciato a farlo anche voi? Bene, era ora. Ho l’impressione che lo stiate facendo più per orgoglio ferito che altro ma ehi, va tutto bene, continuate a ragionare. Questa è una guerra per il potere tra chi non l’ha mai avuto e chi, avendone perso un po’, non capisce più il proprio ruolo. Poi, come tutte le guerra, ha degli aspetti spiacevoli. Ma va combattuta. Sorry.

  47. Leggendovi mi sono chiesta più volte che cosa vi fumate… attenti che l’immaginazione a volte fa brutti scherzi. Il film di donne alla riscossa che battono l’occidente cacciando gli uomini all’angolo e privandoli del loro più profondo essere è un’allucinazione. Magari piacevole ma… state attenti, date retta, il pensiero è una cosa forte… Cosa ne dite di fare un esperimento? provate a immaginarvi (a sentire) cosa deve essere stata veramente la vita di una donna nei lunghi secoli bui in Europa (e ancora adesso in gran parte del mondo). Ci sono uomini che riescono a farlo, non fanno tanto i petulanti, sono solidali senza per questo essere degli stracchini. Insomma, siamo tutti in cammino, ognuno faccia la sua parte, ma… honestly! quella della supremazia femminile mi mancava.
    Cmq adesso vi devo veramente salutare, d’ora in poi vorrei dedicarmi all’argomento Fiat, per capire dove sta andando, sapete quella faccenda dei diritti democratici…
    Ciao.
    F.

  48. Luca, scusa, ma citando solo la seconda parte non credo di aver travisato il tuo pensiero.

    Tu dici: ” Per il resto, si continua a spostare il dialogo sulla dicotomia uomo/donna”

    Ma sono d’accordo con te, questo però lo devi dire alle Femministe che proprio sulla visione di genere dell’Umanità fondano la loro propaganda vittimistica e i loro piagnistei: le Donne da una parte, gli Uomini dall’altra. Come se fossero due Soggetti, cioè due categorie monolitiche e contrapposte, di cui la prima oppressa dalla seconda. Dicono di volere l’Uguglianza ma poi predicano la superiorità morale, biologica, intellettiva e umana del genere femminile su quello maschile. E’ ovvio, quindi, che di fronte a tanta falsificazione della Storia e di razzismo di genere, noi(quattro gatti, per la verità) obiettiamo e respingiamo queste calunnie generallizate nei confronti del genere maschile(senza comunque offendere quello femminile), anzi invitando a ragionare sugli individui piuttosto che sui generi(così come anche etnie, religioni, ecc) di appartenezna.

    Ancora con questa storia che non c’è parità. Le femministe confondono(volutamente) la disparità statistica con la discriminazione, senza valutare la causa di tale disparità ma ascrivendola: faccio un piccolo esempio,se in uno stadio di calcio, la maggior parte degli spettatori è maschile non significa che le donne vengono discriminate(anzi vengono favorite, infatti i biglietti sono ridotti per donne e bambini..tipico come in una la società del resto) ma che la pèassione per il calcio mediamente è superiore agli uomini rispetto alle donne. Così ugualmente, se la maggior parte dei parlamentari e dei membri delle giunte(regionali, comunali,ecc) è maschile, non è perchè le donne vengono discriminate(anzi vengono favorite dalle quote rosa, ultime fra tutte, la “doppia-preferenza” come hanno fatto in alcune Regioni nelle elezioni regionali dell’anno scorso), ma perchè la partecipazione femminile alla politica mediamente è minore rispetto a quella maschile. E così via.Laddove però vi sono disparità statistiche a favore delle donne(come ad es. nella pubblica amministrazione, nel corpo insegnante, ecc) invece non pare proprio che le femministe abbiano qualcosa da dire, eppure in questi casi la discriminazione antimaschile è evidente(ad es. nelle assunzioni in posti statali,le procedure di assunzione sono un pò diverse ). Due pesi e due misure. Come al solito.

    Anche su questa cultura che considererebbe le donne come esseri inferiori, non sono d’accordo. Io ad es, che mi ritengo “uno come tanti” non considero affatto le donne inferiori, la superiorità e inferiorità sta nell’ individuo in sè non nel sesso-o nella categoria- di appartenenza. Anzi se tu domandi a qualunque pincopallino, ti ripeterà il luogocomune che le donne sono più brave, più intelligenti, più capaci..più bla..bla..degli uomini, come se fosse un fatto scontato, come il sole che sorge e tramonta.
    Anche sul “patriarcato” sbagli: ogni anno i divorzi aumentano esponenzialmente, e la maggior parte dei quali è chiesta da DONNE .Cioè quando lei si stufa del marito se ne sbarazza, e ciò avviene sempre quasi a senso unico. E questi sarebbero i “padri-padroni”??

    Quanto a Flavia che vuole scrivere il prossimo post sulla “condizione femminile nel mondo” per dimostarci che abbiamo torto, beh, dico che non c’è bisogno di affaticarsi dal momento che della “condizione di oppressione femminile” e del conseguente “potere maschile” già ce ne parla approfonditamente la TV e i giornali tutti i santi giorni, da Barbaro D’urso al presidente Napolitano, dai comunisti ai fascisti passando per piddini e Leghisti . Quindi siamo già informati 😉
    Io potrei invece citare i numeri(vita media, tasso di suicidio, tasso di senzatetto e barboni, tasso di alcolisti, tasso di morti sul lavoro, ecc) che dimostrano che invece vi è una “condizione maschile” in occidente da affrontare e che gli uomini mediamente se la passano peggio, però non lo faccio, perchè preferisco ragionare sugli individui, e quindi sulle difficoltà degli esseri umani in generale, anzichè soffermarmi sui sessi e etnie.

  49. Pingback: Il femminismo, con tutte le sue sfaccettature, è ancora la risposta. « Flavia's Restaurant

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