Bonjour tristesse 2

La tristezza ha avvolto gli edifici romani del potere specialmente nell’ultima parte di dicembre. Gli ineffabili abitanti di quel particolare tipo di ecosistema che si chiama parlamento non se ne sono accorti – come potevano? i girasoli impegnati a correre dietro al re sole, le girandole impegnate a cogliere il vento, le balenottere a ricalcolare la rotta, i nuovi acquisti a rinegoziare i mutui, la banda bassotti a tenere basso il profilo, i commessi a sedare Rosi Mauro –  ma il loro è inequivocabilmente, malauguratamente, un governo triste e desolato.

L’epitome di tanta cupezza è lo squallido DDL Gelmini sull’Università, una boiata pazzesca che però ha un’unica qualità redentrice: ha ricompattato il movimento degli studenti, che è intervenuto in modo esemplare sulla questione portando allo scoperto la pochezza della “cosa” Gelmini, cioè sì, quella cosa lì, la “riforma”… ma non è una riforma… una “controriforma” allora… neanche. Insomma è una legge che  il presidente Napolitano è stato costretto a firmare il 30 dicembre ma “con rilievi” a causa di criticità presenti nel testo, legge che hanno voluto far passare a tutti i costi nonostante le forti perplessità del mondo accademico (non di quei rettori però a cui verranno conferiti maggiori poteri – curioso).

Intanto gli studenti hanno battuto la capitale fra gli applausi e l’incoraggiamento della popolazione (con disappunto di Maroni che non avrebbe disdegnato un paio di bombe carta, e di Gasparri che non avrebbe disdegnato 2-300 arresti preventivi).

L’Unione degli studenti Universitari ha rilasciato una dichiarazione che più chiara non si può: [la Gelmini] ha avuto piu’ di un anno di tempo per ascoltare le nostre ragioni, l’apertura al confronto dopo l’approvazione di una legge quadro e’ propria di una turista della democrazia. Continueremo la nostra mobilitazione per raccogliere, come abbiamo fatto in questi mesi, lo sdegno verso un Governo autoreferenziale e autoritario”.

L’immagine di vita, brio e passione del corteo studentesco del 22 dicembre è la mia scelta per l’immagine dell’anno, il loro slogan il miglior epitaffio funebre per questo governo triste, triste, corrotto e triste.

Voi soli nella zona ROSSA, noi liberi per la CITTA’

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