Berlusconi, fra sesso ed evasione fiscale

Quando ero piccola abitavo a Corsico, in una casa di ringhiera come ce n’erano ancora tante qua a Milano.  Mia mamma portava le scarpe a riparare dal calzolaio dietro l’angolo, un omino piccolo e silenzioso, che vedevo sempre seduto su un seggiolino basso circondato da pezzi di cuoio, chiodi attrezzi stracci, e con le mani perennemente nere di lucido. Il locale dove lavorava era la cucina, su una parete la stufa economica col pentolino della minestra, sull’altra parete una vecchia ottomana. La moglie era anche lei un piccolo donnino con l’immancabile scialletto sulle spalle. Il nostro bagatt* era un personaggio semplice e paterno, riparava le scarpe da una vita, preciso ed economico.

Un giorno cominciò a spargersi la voce che gli era successo qualcosa, non stava più tanto bene, però le frasi degli adulti non erano mai chiare e gli sguardi non erano mai limpidi. Finchè un giorno – io e mia mamma in piedi e imbambolate nella sua cucina – la moglie si lasciò andare ad uno sfogo accorato, e disse più o meno così:  “E’ l’arterio, è l’arterio… l’ha detto el dutur… si è messo a guardare i tusann*, non fa che parlare di… capisce signora… di quella cosa lì… tira su i pedagn*, guarda le gambe ai tusann… ci vuole fare… capisce signora?… capisce? non so più cosa fare… è l’arterio”. Alle mie  domande mia mamma scosse la testa e disse  che il bagatt era diventato uno sporcaccione.

Fu così che venni a sapere che, se sei un vecchietto e ti viene l’arterio, ti metti a correre dietro alle ragazze per sollevargli le gonne. Bizzarro.

Al nostro premier deve essere venuta l’arterio.

All’estero però sono meno comprensivi di noi con il nostro vecchio sporcaccione e scrivono articoli così:

[…] Sì, è inconcepibile che Berlusconi governi l’Italia. E, davvero, per gli italiani è penoso essere governati da Berlusconi. In ogni caso per la maggioranza degli italiani. Per coloro che non possono o non possono più approfittare del berlusconismo, perché per esempio non fanno un lavoro indipendente, ma come impiegati devono pagare le imposte. O per chi è cattolico, anche in Italia una minoranza che diventa sempre più piccola. “L’Italia oggi è malata come ai tempi della grande peste”, ha detto Dionigi Tettamanzi, cardinale di Milano. “L’amoralità si espande in tutti gli strati della nostra società. Il problema più grande lo hanno quei genitori che devono spiegare ai loro figli quello che sta accadendo. E che forse hanno figlie dell’età delle giovani donne, le cui fotografie si vedono in tutti i giornali”. Figlie nell’età delle compagne di giochi del capo del governo. Quello che Tettamanzi non dice: anche Noemi, Nadia e Ruby hanno madri. Proprio come hanno madri le giovani donne che partecipano ai concorsi per miss e per un ruolo negli show televisivi pruriginosi. Madri che credono che per le loro figlie non vi sia migliore futuro se non [com]piacere ai potenti. Politici, boss della televisione, calciatori. Può darsi che non si spingano tanto avanti come Mara Carfagna. La quale è stata dapprima showgirl e modella per foto di nudo, per uno di quei calendari che in Italia le officine di riparazioni per auto appendono alle pareti. Poi Berlusconi l’ha fatta sua ministro per le Pari Opportunità. La vetta del cinismo per un Paese il cui movimento femminista fu un tempo la punta di lancia in Europa. L’Italia ha mandato giù la Mara Carfagna. Ci si abitua a tutto, sotto Berlusconi. Anche al fatto che il Paese quest’anno sia rimasto per cinque mesi senza Ministro dell’Industria, perché il precedente titolare aveva dovuto dimettersi a causa di uno scandalo per corruzione. Berlusconi semplicemente non ha assegnato la carica. A che scopo l’Italia ha bisogno di un ministro dell’Industria? Dopotutto, si ha la Mara Carfagna, che si occupa del macho Gheddafi, quando costui viene a Roma e convoca 200 hostess italiane, di bella presenza, per la sua conferenza sul Corano. A pagamento, s’intende.[…]

[…] L’Italia è un antico Paese, con una storia di scandali antichissima. Già la moglie dell’imperatore, Messalina, celebrava le sue orge e quando questo senso di eccitazione non le bastava, di notte scivolava fuori dal suo palazzo per offrirsi come puttana in una bettola. Mai l’Italia fu una terra per puritani e a questo hanno già provveduto i papi del Rinascimento, con le loro famiglie allargate. Alessandro VI affidava volentieri gli affari di governo a sua figlia Lucrezia e Paolo III pare abbia avuto un figlio gay. Contro la Babilonia romana si indignava il valoroso monaco tedesco Martin Lutero, i romani si indignavano già molto meno. Che il potere non sia occupato da apostoli della morale, veramente in Italia lo si sa già da tempo.

Ma adesso uno scandalo sostituisce lo scandalo precedente. Come in un romanzetto da quattro soldi il popolo viene rifornito giornalmente con una nuova puntata su Ruby e Nadia…

Leggi tutto da Der Tagesspiegel, tratto dal sito “Liberacittadinanza”

Don Rodrigo e il suo entourage. Sulla porta Mons. Fisichella.

* bagatt: calzolaio

* tusann: ragazze

* pedagn: gonna

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