Il femminismo, con tutte le sue sfaccettature, è ancora la risposta.

Il maschilismo, con il suo carico di odio verso il femminismo, spesso con patetica fantasia definito nazi-femminismo , NO.

Queste descrizioni della situazione delle donne nel mondo sono una risposta, assolutamente incompleta, agli attacchi ricevuti da sedicenti organizzazioni di liberazione del maschio… vedi qui. Con questo ritengo chiusa la discussione, non certo per vittoria numerica di abusi (che anche così sarebbe fin troppo facile, purtroppo), ma per manifesta marginalità culturale e sociale di queste lobby di arrabbiati. Sono uomini che confondono il rispetto di sè con il desiderio di rivalsa, e tristemente non riconoscono che ciò che li agita è la paura atavica della donna, e la stizza di vedere il proprio ruolo dominante sempre meno riconosciuto. Così hanno elaborato una proposta ideologica priva di fondamento, in grado di esaltarli, ed esaltarne la mascolinità,  ma che non risponde ai requisiti di attendibilità storica, antropologica e sociologica. In una parola: si sono inventati una “narrazione” di ingiustizia di genere al contrario, supportata da una trita aneddotica e da una casistica assolutamente trascurabile.E anche laddove certe situazioni di disagio maschile andrebbero approfondite, la loro proposta culturale non risponde affatto alle esigenze e alle nuove sfide della vita odierna, ma è una battaglia di retroguardia.

Conservatori nell’animo, incapaci di una vera presa di coscienza e di un sincero desiderio di comunicare e confrontarsi con le donne, si chiudono nel loro feudo reazionario, fatto spesso di insulti, pesante sarcasmo o attacchi rabbiosi, convinti di esprimere un’arguta ironia, ma dimostrando solamente, se ce ne fosse bisogno, la loro insensibilità e rifiuto della realtà. Ciechi a tutto per perdersi nella loro insensata e antistorica battaglia contro la libertà delle donne e, dunque, contro la libertà tout court.

Messico, Il martirio di Marisela

Uccisa in strada. Chiedeva giustizia per la figlia sedicenne Ruby, gettata in una discarica nel 2008

CACCIA AL KILLER: SOSPETTI SULL’EX COMPAGNO DELLA RAGAZZA, IL BANDITO BOCANEGRA

Messico, il martirio di Marisela

Uccisa in strada. Chiedeva giustizia per la figlia sedicenne Ruby, gettata in una discarica nel 2008

Marisela Escobedo Ruiz

WASHINGTON – Marisela Escobedo Ruiz chiedeva giustizia per la figlia brutalmente assassinata nel 2008. Ieri forse lo stesso killer l’ha freddata sparandole in testa. Un agguato non in un vicolo buio, ma davanti al palazzo del governo, nello stato messicano di Chihuahua. Le autorità locali dovrebbero pagare per questo delitto: sapevano che era stata minacciata e non ha fatto nulla per proteggerla. La battaglia solitaria di Marisela inizia nel 2008, quando la figlia sedicenne, Ruby, è uccisa e bruciata. Il cadavere è poi gettato in una discarica di Ciudad Juarez. Rispetto a centinaia di delitti insoluti, la polizia individua l’omicida: è il suo compagno, Sergio Bocanegra, un bandito vicino alla narco-gang dei Los Zetas. Lo arrestano un anno dopo e lo portano in giudizio. L’uomo confessa poi ritratta. A sorpresa viene assolto «per insufficienza di prove». Fonte

MESSICO

Gli omicidi senza fine di Ciudad Juàrez (Messico) 

A partire da gennaio 1993, è iniziata una strage ininterrotta di donne nella cittadina messicana di Ciudad Juàrez, situata in corrispondenza del confine con El Paso (Texas). Le stime più recenti riportano un numero superiore a 300 di giovani donne massacrate nello spazio di un decennio.

La maggior parte delle vittime è un’età compresa fra i 14 e 16 anni e si tratta di ragazze magre e dai capelli scuri che sono scomparse lungo le strade per andare al lavoro o tornare a casa alla fine della giornata.
I cadaveri, spesso selvaggiamente violentati e torturati, vengono scaricati nel deserto che si estende tutt’intorno la cittadina e nelle strade che costeggiano i terreni abusivi. In alcuni casi, le ragazze sono mutilate e sfigurate: diversi oggetti sono inseriti con forza nella vagina e nell’ano e/o il seno sinistro è mutilato. La modalità omicida preferita è lo strangolamento, a cui fanno seguito pugnalate ripetute e violente per distruggere il corpo.

La polizia è convinta che una notevole percentuale di vittime sia stata uccisa da protettori arrabbiati, spacciatori di droga, mariti gelosi e fidanzati brutali, ma almeno un terzo delle ragazze (quindi, un centinaio di vittime) potrebbe essere stato stuprato, mutilato e ucciso da uno o più assassini seriali, coinvolti o meno anche in rituali satanici. Fonte

 

EX YUGOSLAVIA

“Durante la guerra, migliaia di donne e ragazze furono stuprate, spesso con brutalità estrema. Molte di esse vennero detenute in campi di prigionia, alberghi o case private e costrette allo sfruttamento sessuale. In tante vennero uccise. Oggi, alle sopravvissute a questi crimini viene negato l’accesso alla giustizia. I responsabili delle loro sofferenze, membri dell’esercito, della polizia e dei gruppi paramilitari, circolano liberamente, alcuni accanto alle proprie vittime, altri addirittura in posizioni di potere” – ha dichiarato Nicola Duckworth, direttrice del Programma Europa e Asia centrale di Amnesty International.

Stupri e altre forme di violenza sessuale sono avvenuti su scala massiccia durante la guerra degli anni 1992-95 in Bosnia ed Erzegovina. Il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia (Tpij), istituito nel 1993 per punire gravi violazioni del diritto umanitario, violenza sessuale inclusa, è stato in grado di occuparsi solo di una piccola parte di casi: fino al luglio di quest’anno, aveva trattato 18 casi di violenza sessuale in Bosnia ed Erzegovina.

La Camera per i crimini di guerra, istituita nel 2005 nell’ambito della Corte di stato della Bosnia ed Erzegovina per seguire casi che il Tpij non potrebbe giudicare, ha condannato a oggi solo 12 persone per crimini di violenza sessuale. Migliaia di donne sopravvissute allo stupro hanno perso i loro parenti. Molte non sono in grado di trovare o mantenere un posto di lavoro a causa della loro fragilità psicologica e altre vivono senza una fonte fissa di reddito, in povertà, nell’impossibilità di comprare i medicinali necessari.

Poiché lo stupro continua a essere un argomento tabù, spesso le donne sono considerate con riprovazione piuttosto che come persone che hanno subito violenza e che hanno bisogno di essere aiutate a ricostruirsi una vita. Fonte

AFGANISTAN

“Hidden gendercide”, : il nuovo olocausto, il genocidio nascosto delle donne nel XX e XXI secolo. Un’esperienza vissuta con le Suore di Madre Teresa di Calcutta (di Ana Castro) ed il documento del DCAF, Women in an Insicure World (tpfs*) [queste non sono femministe]

[…] Il mio compito era di visitare, due volte al giorno, il reparto maternità di un ospedale di Kabul. L’obiettivo di queste visite era quello di riuscire a sentire il pianto delle madri per recuperare le neonate gettate in secchi posizionati di fronte al loro letto. Pochissimo era il tempo a disposizione prima che la neonata morisse. Subito dopo il parto (per mancanza di ecografie) veniva annunciato al padre il sesso del nascituro. Se fosse nato maschio, il padre insieme a tutta la famiglia, avrebbe suonato delle campanelle nelle sue mani e celebrato immediatamente, se invece fosse nata una femmina, il padre avrebbe ricevuto le condoglianze e deciso di tenere oppure di sopprimere la bambina. Se la bimba fosse stata rifiutata, sarebbe stata gettata in un secchio d’acqua finché il personale delle pulizie dell’ospedale non l’avesse raccolta. Le suore passavano due volte al giorno per recuperare i corpi. Nell’ospedale nascevano circa 100 bambine ogni mese. Solamente l’1% delle neonate riusciva a sopravvivere al massacro, quelle recuperate entro i 10 minuti dal parto. Una sola bimba al mese salvata, dalle 10 alle 14 vite all’anno. Fonte

INDIA

In ogni caso, il matrimonio è il destino di ogni donna indiana. Con il matrimonio la donna diventa “proprietà del marito”: deve stare in cucina, accudire la casa e i figli e servire il marito, oltre a lavorare per procurare alla famiglia i mezzi di sostentamento.

Da un rapporto di Amnesty International, si stima che in India il 45 % delle donne sposate subiscono violenze fisiche e morali dai loro mariti. Il divorzio è legalizzato, ma per una donna questa scelta è molto difficile e rischiosa: significa spesso essere ripudiata dalla famiglia di provenienza, perdere la custodia dei figli e soprattutto essere emarginata senza possibilità di ricostruirsi una vita. Fonte

UZBEKISTAN

Profughe, tramite Radio Free Europe, hanno raccontato che alla frontiera, per garantirsi il passaggio in zona più tranquilla, hanno dovuto pagare il pedaggio ai soldati. Se per un uomo il pizzo è di 500 dollari, per una donna la tangente sale a 2000. Perché, è stato risposto loro, le donne uzbeke, in questi giorni, sono vittime di stupri, sevizie ed altre atrocità, i bersagli numero uno delle violenze e come tali devono pagare di più per garantirsi l’inviolabilità. Fonte1 e Fonte 2

BANGLADESH

In Bangladesh (e anche in India) a donne che hanno cercato di superare i limiti imposti dalla tradizione è stata inflitta una punizione atroce. Per le donne che non osservano le regole, gli uomini possono usare contro di esse terribili strumenti di ritorsione come il vetriolo.

Gettato sulla pelle, ne divora istantaneamente il tessuto, procura ferite e abrasioni simili alle ustioni da fuoco. Le donne ne hanno il viso sfigurato per sempre, spesso perdono la vista a uno o a entrambi gli occhi.

Un caso per tutti serve a raccontare l’inferno in cui precipitano alcune giovani donne, quelle per le quali – a differenza di molte loro coetanee di altri paesi – è una sfortuna essere avvenenti e piacere a un uomo: Shelina, tredici anni, accecata e sfigurata dall’acido da un ragazzo di diciotto anni al quale lei continuava a dire di no. Una sera quando Shelina era alla fonte con le amiche a prendere l’acqua, lui le ha gettato addosso l’acido. Il ragazzo si è dato alla macchia, non pagherà mai per il suo misfatto e la gente dice che se una donna offende l’orgoglio di un uomo, una punizione se la deve aspettare. Shelina è oggi un fantasma vivente, inguardabile, negata alla vita, innocente.

Il dolore provato da queste donne è indescrivibile. È fisico, è psicologico. L’’aggressione le trasforma in mostri, in maschere deformi, delle quali è spesso difficile reggere la vista. Perdono per sempre la loro identità di donne, la possibilità di essere spose, madri (evento gravissimo in un paese in cui essere nubile è ancora una vergogna per una giovane ragazza e per la sua famiglia). Queste disgraziate donne diventano dei reietti della società, dei pesi economici per le famiglie; creature che non osano più presentarsi al mondo, escono di casa segregate nel burkha anche quando non sono di fede islamica. Fonte

VARI STATI AFRICANI

La pratica dell’infibulazione faraonica ha lo scopo di conservare e di indicare la verginità al futuro sposo e di rendere la donna una specie di oggetto sessuale incapace di provare piacere nel sesso con il coniuge. I rapporti sessuali, attraverso questa pratica, vengono impossibilitati fino alla defibulazione (cioè alla scucitura della vulva), che in queste culture, viene effettuata direttamente dallo sposo prima della consumazione del matrimonio. Dopo ogni parto viene effettuata una nuova infibulazione per ripristinare la situazione prematrimoniale.

Le conseguenze per la donna sono tragiche, in quanto perde completamente la possibilità di provare piacere sessuale a causa della rimozione del clitoride e i rapporti diventano dolorosi e difficoltosi, spesso insorgono cistiti, ritenzione urinaria e infezioni vaginali. Ulteriori danni si hanno al momento del parto: il bambino deve attraversare una massa di tessuto cicatrizzato e poco elastico reso tale dalle mutilazioni; in quel momento il feto non è più ossigenato dalla placenta e il protrarsi della nascita toglie ossigeno al cervello, rischiando di causare danni neurologici. Nei paesi in cui è praticata l’infibulazione inoltre, è frequente la rottura dell’utero durante il parto, con conseguente morte della madre e del bambino. Fonte

KENIA E ALTRI

the common theme among practicing cultures is that dry sex practices create a vagina that is dry, tight, and heated–all desirable qualities for men in many countries. Wives express the need to please their husbands with dry sex in order to keep them from leaving and/or to minimize their number of girlfriends. Focus groups with men indicate this may often be the reality.

La definizione sesso asciutto, più notoriamente, con terminologia inglese dry sex, si riferisce alla pratica, particolarmente diffusa nell’Africa sub-sahariana, di ridurre al minimo le secrezioni vaginali mediante l’uso di diversi metodi sia chimici che fisici, in modo da rendere il canale vaginale completamente asciutto durante la penetrazione sessuale. Questa pratica ha l’obiettivo di accrescere l’intensità delle sensazioni maschili, ma viene applicata dalle donne soprattutto per evitare di essere considerate negativamente a causa dell’eventuale lubrificazione genitale derivante dal piacere sperimentato nel rapporto. L’uso di questa pratica può comportare un incremento della trasmissione di malattie sessualmente trasmissibili (MTS), in particolare l’Aids, a causa delle lacerazioni o infiammazioni provocate dall’attrito del pene all’interno della vagina. Inoltre tale pratica è evidentemente incompatibile con l’uso del profilattico Fonte 3

INDIA

female infanticide and foeticide in India, where an estimated ten million baby girls have been killed by their parents in the past twenty years.

Fonte

CINA

In September 1997, the World Health Organization’s Regional Committee for the Western Pacific issued a report claiming that “more than 50 million women were estimated to be ‘missing’ in China because of the institutionalized killing and neglect of girls due to Beijing’s population control program that limits parents to one child.” Fonte

For millions of couples, the answer is: abort the daughter, try for a son. In China and northern India more than 120 boys are being born for every 100 girls. Nature dictates that slightly more males are born than females to offset boys’ greater susceptibility to infant disease. But nothing on this scale. Fonte

INDONESIA

(test di verginità nelle scuole)

Ma perché una proposta  del genere può arrivare fino al parlamento?

La vicenda è lo specchio di una situazione in cui avviene un vero e proprio clash culturale in atto tra chi, nella società indonesiana, va ad adottare comportamenti più simili a quelli occidentali, mentre la classe dirigente si arrocca nel difendere una proposta molto restrittiva dei valori musulmani e propugna un controllo della moralità delle donne.

In questo scontro sono sempre le donne che vanno a rimetterci e vengono colpite nei diritti fondamentali Fonte

PALESTINA

Nella maggior parte dei casi ci sono donne che stanno a casa, come mogli, madri, casalinghe. Sono più legate alla tradizione e mandano avanti la famiglia. E magari si scontrano con un marito che non le lascia uscire. Esistono anche casi di donne che sono docenti universitarie ma poi hanno un marito che controlla completamente la loro vita […]

Sembrerebbe una società molto conservatrice e tradizionale. E’ sempre stato così?

No. Tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’90 era tutto diverso. Diciamo da prima della Prima Intifada e fino al periodo immediatamente successivo. C’erano molte più donne attiviste, con un peso politico molto maggiore rispetto ad adesso.Dopo gli accordi di Oslo e il fallimento del processo di pace tutto ha iniziato a scivolare in un clima di depressione. Molti uomini si sono reinventati, trovando anche nuovi lavori, le donne hanno visto il loro ruolo bloccato e sono tornate a casa. I gruppi di donne più forti si sono organizzati secondo modelli femministi, le altre non avevano più voglia di fare nulla, non credevano più in niente. Poi nel 2000 con la Seconda Intifada tutto è cambiato ulteriormente. La situazione è diventata più conservatrice, si è diffuso un approccio sempre più religioso. La spiegazione è semplice, una società, ogni società, quando ha tanti problemi, dall’occupazione alla vita di tutti i giorni tende a rifugiarsi in qualcos’altro e ad affidarsi a dio. Si comincia a dire “Dio vuole così, dio è l’unico che può aiutarci”. E su questo fronte tutto il movimento religioso internazionale è cresciuto. Non solo l’Islam. Anche il Cattolicesimo. Tutte le religioni. Fonte

EUROPA

Situazione delle donne e degli uomini nell’UE

Ma qual è la situazione nell’UE per quanto riguarda la parità tra uomo e donna? I progressi compiuti vengono misurati ogni anno ed illustrati in una relazione sulla parità tra uomo e donna. Ecco alcuni esempi:

  • il tasso di occupazione delle donne aumenta, ma rimane inferiore a quello degli uomini, sebbene le donne rappresentino la maggioranza degli studenti e dei laureati;
  • le donne continuano a guadagnare in media il 17.8% in meno degli uomini per ogni ora lavorata – un dato che rimane purtroppo stabile;
  • le donne continuano ad essere sottorappresentate nelle posizioni che comportano responsabilità politiche ed economiche, anche se la loro percentuale è aumentata nel corso degli ultimi dieci anni;
  • la ripartizione delle responsabilità familiari tra uomini e donne resta poco equilibrata;
  • il rischio di povertà è superiore per le donne che per gli uomini;
  • le donne sono le principali vittime della violenza sessuale, inoltre donne e ragazze sono più esposte alla tratta di esseri umani. Fonte

… e per finire…

CACCIA ALLE STREGHE OGGI

Fonte(in inglese)

Queste sono le ultime parole di un assassino di donne, prima di suicidarsi. Da notare le forti analogie con le assurde accuse e petulanti recriminazioni delle lobby maschiliste italiane vedi qui

Please note that if I am committing suicide today … it is not for economic reasons … but for political reasons. For I have decided to send Ad Patres [Latin: “to the fathers”] the feminists who have ruined my life. … The feminists always have a talent for enraging me. They want to retain the advantages of being women … while trying to grab those of men. … They are so opportunistic that they neglect to profit from the knowledge accumulated by men throughout the ages. They always try to misrepresent them every time they can.

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16 thoughts on “Il femminismo, con tutte le sue sfaccettature, è ancora la risposta.

  1. Sei proprio sicura, cara Flavia, che nel femminismo non ci sia una parimenti
    virulenta carica di odio e di aggressività contro il genere maschile che spinge
    le componenti a desiderare nel loro intimo ben più che la libertà per le donne
    e che coloro che contestano il femminismo siano tutti retrogradi, reazionari,
    pazzi furiosi, invidiosi delle conquiste femminili e che per caso le loro critiche
    siano anche sensate e non colgano nel segno, almeno in una certa misura?
    Adesso anche uomini di sinistra si stanno accorgendo della faziosità sempre
    più evidente e scoperta del movimento femminista e questo dovrebbe fare
    riflettere anche una donna di sinistra come te

  2. Storia, antropologia e sociologia….
    Vediamo, si parla di religione e:
    -antropologicamente parlando il “sentimento religioso” nasce dalla componente maschile delle societa’ tribali e si esplicita in un atto di venerazione nei confronti della componente femminile, portando al matriarcato;
    -storicamente parlando il sentimento religioso si trasforma in “religio”, in cui la divinita’ assume forme anche maschili che conferiscono il comando, che spesso passa dalla componente femminile ad un singolo della componente maschile;
    -storicamente e antropologicamente parlando il passaggio dal sentimento religioso alla religio e’ voluto dalle donne;
    -psicologicamente e antropologicamente parlando questo e’ dovuto al fatto che le donne hanno UN ENORME DESIDERIO DI DOMINIO FISICO E UN’ENORME CAPACITA’ DI OTTENERLO (per inciso, anche l’uomo lo ha, ma in qualita’ diversa: l’uomo ricera il dominio fisico in maniera estemporanea avendo come fine ultimo la “cura” del prossimo, mentre la donna ha un desiderio di “permanenza” che si trasforma in cura del prossimo solo nei confronti del figlio), per questa ragione fin quando e’ possibile si mantiene il sistema matriarcale, ma quando poi e’ necessario per la sopravvivenza del gruppo ed un eventuale dominio del gruppo su altri gruppi, la donna utilizza l’uomo a tale scopo;
    -storicamente parlando tutte le civilta’ monumentali e storiche sono caratterizzate dalla presenza di una religio per lo piu’ dominante, facente il gioco della donna;
    -storicamente parlando allo stato attuale delle cose non esistono moltecplici civilta’, ma un’unica civilta’ chiamata Occidente, fondata sull’individualismo e l’idea che ogni singolo individuo debba esprimere se stesso: il femminismo nasce in questo contesto;
    -sociologicamente parlando il femminismo consente alla donna di esprimere se stessa nel suo desiderio e capacita’ di dominio;
    -il femminismo ha dunque l’effetto di fermare lo stesso individualismo di questa civilta’ storica costruendo un dominio da parte della componente femminile prima e di una singola donna poi;
    -la verita’ del punto precedente appare evidente conseguenza logica degli altri punti e cosi’ appare evidente la contraddittorieta’ del femminismo come conseguenza di tale percorso logico.
    Il femminismo e’ di per sé contraddittorio e storicamente irrilevante, poiché questa civilta’ storica e’ comunque agli sgoccioli. E’ tuttavia storicamente necessario,che gli uomini si ribellino a tale movimento per i motivi esposti sopra.
    Tutto il resto e’ chiacchiera: le testimonianze riportate solo per fare numero da Flavia sono solo “una “narrazione” di ingiustizia di genere […], supportata da una trita aneddotica e da una casistica assolutamente trascurabile”. Per il resto, se vuoi obiettare conviene che prima studi le suddette discipline con rigore. Lungi da me giudicare il movimento femminista a livello assoluto, ma mi arrogo il diritto di dire che in paesi civili (attribuendo alla parola “civilta'” tutto il suo significato), una cosa del genere non puo’ esistere.
    P.S: Concludo giustificando la mia recente avversione nei confronti del femminismo. Un mio caro amico e’ stato recentemente condannato a 7 anni di carcere, tra assassini e spacciatori, per stupro con non so bene quale aggravante. La parte lesa una ragazza di 3 anni piu’ giovane e 4 testimoni tra cui il sottoscritto, che ha visto la scena da lontano. Vi racconto la breve vicenda: il mio amico era andato a letto con quella ragazza la sera prima dopo una settimana che uscivano insieme. Il giorno seguente ando’ a letto con altre due ragazze e scarico’ la signora X. Costei se la prese a morte e in un’area non molto popolata inizio’ ad insultarlo dicendo di essere innamorata di lui (buffo no?). Nonostante i tentativi del mio amico di calmarla e esprimere il suo dispiacere lei continuo’ ad insultarlo pesantemente urlando. Dopodiché passo’ alle mani, percuotendo il mio amico sul petto e sulla faccia. Lui non alzo’ un dito neanche per fermarla, nonostante i sonori colpi che venivano sferrati, indietreggiando e cercando di parlare. Una volta capito che la situazione non era sostenibile fece per andarsene via, ma la signora X continuo’ a colpirlo alla schiena finché non gli sferro da dietro un calcio ai testicoli. Il mio amico, preso dalla rabbia e da un avventato desiderio di fermarla per potersene andare via senza iniziare un combattimento di sorta, la prese per i capelli, la sbatté per terra e le diede un pugno. Dopodiché se ne ando’ via in mia direzione. Sebbene ci fossero 4 testimoni e fosse palesemente una legittima difesa da un’aggressione (confermata dai testimoni), il mio amico e’ stato condannato per violenza sessuale (neanche per aggressione). Chiedo perdono se sento il desiderio di difendermi da questo genere di cose, che ho scoperto essere frequentissimo.

  3. Flavia! 🙂
    La cosiddetta “violenza di genere” non esiste. La violenza colpisce equamente entrambi i sessi, seppure con forme e modalità non sempre uguali e simmetriche.
    La violenza non ha sesso 🙂

    Io sono antifemminista, ma non sono affatto un “maschilista”. Noi antifemministi combattiamo le balle femministe tese a creare discriminazioni “positive” ,non combattiamo certo le donne, altrimenti dovremmo combattere anche le nostre madri(che invece amiamo tanto), le nostre sorelle, le nostre amiche, le nostre compagne. Su!

    Saluti, e buona serata! 🙂

  4. Certo che la violenza di genere esiste. All’interno del violento calderone che è il nostro pianeta è una specialità che colpisce le donne esclusivamente in quanto donne, ed è agita da odiatori di donne. In confronto ad una violenza più “utilitaria” (sopprimo la suocera per ereditare i suoi milioni, aggredisco un testimone per impedirgli di accusarmi ecc.) ha la specificità di non portare vantaggi visibili all’aggressore se non una momentanea liberazione dalle proprie ossessioni (sadiche, di possesso, di inadeguatezza ecc.). E’ subdola e ha un impatto devastante sulla società sia per i costi sociali diretti, sia per gli effetti a lungo termine. Mi dispiace ma non pubblico i link che mi hai suggerito, evito di far propaganda a siti maschilisti. Ti suggerisco invece io un filmato in cui parlano proprio gli aggressori e cercano di spiegare perchè lo fanno. Comincia a chiedertelo anche tu, perchè va bene amare la mamma, ma ogni uomo ha la responsabilità di fermare gli uomini violenti, e il negazionismo non aiuta le donne ma copre il persecutore. Allora tu cosa vuoi fare?

  5. All’interno del violento calderone che è il nostro pianeta è una specialità che colpisce le donne esclusivamente in quanto donne, ed è agita da odiatori di donne

    Quante falsità. Non c’è nessuna dimostrazione che un uomo uccide o stupra una donna in quanto donna. Questa storia del “possesso”, del “dominio” sulla donna che voi attribuite ad un omicidio passionale o stupro, non ha nessuna base oggettiva, ma è solo una vostra becera e calunniosa illazione di sapore pseudo-scientifico. All’ origine di queste violenze vi è il dolore per un abbandono sentimentale, oppure(nel caso dello stupro) una vita priva di vita sessuale e affettiva(e spesso caratterizzata da abusi o traumi subiti nell’ infanzia). Ad ogni modo, omicidi e stupri contro donne, sono solo una piccola parte di quel vasto fenomeno che è la violenza. Dati alla mano, i maschi subiscono più violenza delle femmine.

    Ma se proprio vogliamo parlare di “dominio”, questo concetto va applicato alle donne che abortiscono e/o che uccidono i bambini, infatti siete voi femministe che affermate che il feto è vostro, che voi date la vita, e altre fregnacce varie. Quindi niente da stupirsi se molte donne strangolano o gettano dalla finestra i loro figlioletti, perchè vi considerate proprietarie della vita dei vostri figli.
    Al contrario, non ho mai sentito uomini che affermano che le donne sono proprietà degli uomini, o comunque rivendicare ciò. Certo, vi possono anche essere, ma sono psicopatici, pochi casi. Le donne che invece affermano e rivendicano di avere priorità sulla vita di un uomo, di considerare lecito evirare o uccidere il proprio marito mentre dorme, di considerare i propri figli loro proprietà(“perchè li cresciamo noi nel grembo”) invece sono normali, e ne sono a milioni e milioni, soprattutto sono istituzionalmente coccolate(basti considerare tutte le leggi pro-woman che di volta in volta fanno)

    Il fatto che poi tu abbia cancellato i links che avevo messo è una ulteriore riprova di quanto siate nel torto marcio, perchè se foste in grado di ribattere a cose che voi ritenete “negazionismo”, non avreste problema a pubblicarle. Invece vi rode.I siti che avevo messo non sono “maschilisti”, bensì è il video stupidamente femminista che hai messo tu che è sessista che mi offende in quanto uomo.

    Io che voglio fare? Di sicuro non mi presto a questa vostra sessista campagna di terrorismo psicologico(accreditato purtroppo sia a livello mediatico che istituzionale) che oltre a inventare false statistiche sulla violenza contro le donne vede e descrive il mondo come una storia di violenza e oppressione di genere, degli uomini contro le donne, e che quindi vede tutto secondo l’ottica di genere, un pò come i nazisti che inquadravano tutto sulla base razziale. Io condanno la violenza a prescindere dal sesso di chi la usa e da chi la subisce, soprattutto mi rifiuto di considerare la violenza come un qualcosa di “genere” al punto che io in quanto uomo mi dovrei sentir responsabile anche delle violenze degli “uomini violenti”. La responsabilità è individuale, così come l’ essere vittima, quindi queste non si possono estendere collettivamente sulla base di genere. Al contrario,se proprio si vuole tentare di fermare le violenze, bisogna anche capirne e inquadrarne le cause, perchè è troppo comodo avallare le cause e poi condannare ipocritamente le conseguenze. Cercate di divorziare di meno, di abbandonare di meno, di amare di più,di smetterla di considerarvi padrone oltre che della vita anche dei sentimenti di uomo, e vedrete che quei pochi casi di omicidi passionali(60-70 ogni anno in Italia, a confronto dei 600 omicidi totali e delle 380mila morti femminili all’ anno) diminuiranno drasticamente. Care donne femministe o femministoidi, amate e fatevi amare.

    Il Femminismo è una immondizia morale e culturale che sta distruggendo questa società in quanto ha creato una stupida contrapposizione tra i sessi on le conseguenze che vediamo: divorzi alle stelle, famiglie sfasciate e con i figli che soffrono la separazione dei genitori, immoralità di ogni genere, infelicità generalizzata.

    Tante pronte a parlare di “omicidio di genere” nel caso di un uomo che uccide una donna, ma nel caso, nei tanti e troppi casi, in cui gli uomini hanno messo e mettono a rischio la loro pelle in nome del “prima le donne..” invece ipocritamente tacete sul genere del benefattore. Per ogni donna ammazzata, vi sono centinaia e centinaia di donne salvate da uomini. Però a voi piace guardare solo una faccia della medaglia. E non te ne venire che anche le donne salvano gli uomini. Una donna salva, dando anche la vita, il proprio figlio, ma non certo un estraneo. Gli uomini(molti uomini),invece,lo fanno. Lungi da me sminuire i meriti e il bene che fanno tante donne, ma sono gli uomini che da sempre sacrificano la propria vita per darla alle donne, come detto prima in nome della mentalità del “prima le donne e i bambini”. Altro che società “maschilista”.

    E con questo chiudo. “Mario” è solo un nome generico per indicare un uomo qualunque non pentito di essere uomo(a a differenza dei vostri zerbini e cagnolini scodinzolanti maschi femministi, plurali, in cammino, etc)

  6. Ho tolto i link perchè sapevo che tanto mi avresti fatto un riassunto tu. Ormai le vostre tirate le so a memoria. La tua è una mentalità reazionaria da film dell’orrore, e chi ti ha instillato idee e numeri sballati è un farabutto (c’è sempre un guru “vero uomo” alle spalle dei bravi soldatini antifemministi).
    Salutami il capo della setta.

  7. Quanto a films dell’orrore, Flavia, il femminismo e le sue nefaste conseguenze
    sulle famiglie e sulla stabilità delle stesse nè è un degno campionario.
    E farà la stessa fine della civiltà occidentale oramai in agonia.
    Cioè finirà nella spazzatura della storia. Restandoci.

  8. Ah ecco il nostro Massimo. Sarei proprio contenta se il femminismo fosse riuscito a scardinare il vecchio concetto di famiglia, autoritaria, repressiva, ipocrita… purtroppo i beneficiari del vecchio ordine costituito stanno dando gli ultimi, sanguinosi, colpi di coda, provocando uno spiacevole rallentamento nella costruzione di una nuova civiltà, più giusta, libertaria, equa e laica. La buona notizia è che nulla impedirà alle idee reazionarie e bigotte di finire nella spazzatura della storia e restarci, e se posso contribuire a velocizzare il processo, volentieri!

  9. Non esserne così sicura. La situazione giuridica attuale che avvantaggia le donne
    è legata alla sopravvivenza della civiltà occidentale e ne seguirà il destino, cioè
    morirà con essa. La storia ne ha fornito infiniti esempi: la femminista civiltà minoica
    venne sopraffatta e distrutta dalla maschile civiltà achea, il femminilizzato e quindi
    debosciato impero romano del V secolo venne travolto dai barbari, l’imbelle in
    quanto femminilizzato impero bizantino venne conquistato dai turchi. Andrà così
    anche alla civiltà occidentale. Io dico che non arriva a durare 50 anni. Vogliamo
    scommettere? E quando crollerà voi donne (femministe comprese) pur di mangiare
    e sopravvivere accetterete tutto: anche il patriarcato. Infatti questo è stato il
    comportamento sempre tenuto dalle donne storicamente. E’ vero che tutte le
    civiltà inevitabilmente si femminilizzano quando l’elemento maschile non è più
    indispensabile o non lo è come prima, ma la storia insegna che il destino delle
    civiltà femminilizzate è quello di soccombere e di essere soppiantate da quelle
    che valorizzano ed esaltano l’elemento maschile. Come la nostra stanca civiltà
    oramai agonizzante ed in crisi sarà un giorno soppiantata e ben prima di quanto
    tu non immagini.

    • 🙂 😀 non possiamo svuotare un lago con un ditale, a meno di non disporre di un aiutante magico: di fronte alla fantastoria chiudo il recinto dei delirii mediatici e mi dedico ad attività più proficue.

      • Sì, come vedi un po’ faccio il mio dovere e poi lascio perdere, bisogna preservare un po’ di sanità mentale (e non sai quanta robaccia censuro e butto nel cestino, deliri, insulti, veleno, scorie mentali… via via, buttare)

  10. Cocca, erano le 11 quando ho scritto e quindi ben sveglio e pensante.
    Purtroppo quello che ti ho descritto non è un mio sogno (dormo molto bene e ne
    faccio di altri, di sogni) ma un incubo che a voi donne toccherà vivere assai
    presto.

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