Non poteva mancare questa versione del Ristorante di Alice

L\’originale di Arlo Guthrie

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Addio Arthur Penn (il regista di Alice’s Restaurant)

Alice\’s restaurant

Se ne è andato il regista del film che ricordo con tanta nostalgia – non lo vedo da tanti anni, devo procurarmene una copia, se si trova ancora –  Alice’s Restaurant (da cui il nome del mio blog!)

L’idea del film nasce dalla canzone di Arlo Guthrie, figlio di Woody Guthrie di “This land is my land”, appunto “Alice’s Restaurant”. Penn ne fa un film antimilitarista con mano lieve e tanta ironia. E’ la storia un po’ surreale, in gran parte vera, di come  Arlo riuscisse a evitare il servizio di leva (siamo negli anni del Vietnam) perchè aveva la fedina sporca in quanto l’agente Obie (che nel film recita se stesso) lo aveva pizzicato a scaricare spazzatura fuori dalla discarica (chiusa per il giorno del Ringraziamento). Memorabile la scena della visita medica (I wanna kill, I wanna kill… I wanna see blood…).

Per anni ho sognato di avere, come Arlo nel film,  un furgone Volkswagen rosso e girare l’Europa con i miei amici, come dei veri e propri hippy. Mi dovevo accontentare di una 500 rossa, ma anche con quella siamo andati in giro parecchio!

Erano gli anni in cui tutto era possibile, un’atmosfera di grande cambiamento politico e sociale, di rottura e distacco generazionale. Gli anni 60 e 70 hanno messo in discussione tutto, dalla politica alla morale, dalla musica alla scuola… la libertà era un ideale raggiungibile, oggi sembra un traguardo raggiunto ma trasformato in una forzatura, un’alienazione.

Un sacco di gente oggi sembra disgustata da quel periodo di “libero pensiero e libera morale”. Eppure, con tutte le sue ombre, è stato un periodo arioso di rinascita e conquiste. Forse c’è chi non si accorge di zampettare  nella melma sordida e meschina di una società in piena recessione morale.