Lettera a L’Eco della Città 2

Articolo su L\’Eco della Città \”100.000 euro per la scuola\” – 26 ottobre 2010

Gentile direttore,
ho notato che il suddetto articolo è identico a quello pubblicato su Si o No Magazine del 22 ottobre. Come  già fatto col suddetto giornale anche sul vostro vorrei che venissero pubblicate alcune considerazioni e soprattutto alcune rettifiche di dati incorretti.

Il primo dato incorretto è il citato 60% del fondo per il Diritto allo Studio, che l’Amministrazione ogni anno eroga alle scuole, e che secondo l’assessore Forte (o l’articolista) le scuole spenderebbero per materiale di pulizia. Un rapido calcolo ci dice che il 60% di 34.000 euro (a tanto ammonta il fondo assegnato ad ogni circolo didattico trezzanese) fa la stratosferica cifra di 20.400 euro. Ben poco resterebbe per i numerosi progetti che pure in questi anni hanno arricchito l’offerta formativa delle nostre scuole. Non faccio ipotesi sul perchè si debbano leggere tali enormità, ma è evidente che sono numeri del tutto di fantasia.
Inoltre il suggerimento dell’assessore Forte alle scuole di rivolgersi all’ufficio Economato del comune per ottenere il materiale di cancelleria è morto prima di nascere perchè l’Ufficio Economato ha rifiutato tale collaborazione dichiarando che non gli compete.

Tralasciando tali quisquilie c’è un punto molto più cruciale da chiarire, laddove l’Assessore Forte dichiara di voler verificare come viene speso il denaro del Diritto allo Studio (e, suppongo, di subordinarne l’erogazione al rispetto di criteri che però non è chiaro chi debba stabilire. Forse lei stessa.) Ebbene, un controllo sull’utilizzo dei fondi nella scuola c’è già: è compito specifico del Dirigente Scolastico vigilare affinchè le proposte del Collegio Docenti siano in linea con la normativa vigente e il Piano dell’Offerta Formativa. Dunque non compete all’assessore dare indicazioni pedagogico/didattiche, perchè ci sono altre figure professionali il cui compito è precisamente quello. Chiedere inoltre che l’offerta formativa sia riqualificata significa dire che finora tutti i lavoratori della conoscenza di Trezzano hanno fatto un pessimo lavoro. Immagino che questa sia la sua idea personale di rispetto.

Tuttavia chi si occupa di scuola continuerà a lavorare con l’impegno di sempre, e di ciò dovrebbe esserne felice l’assessore: un problema in meno per lei e più tempo da dedicare a quello che è il suo ruolo specifico, e cioè reperire fondi per la scuola. Che ci siano state delle difficoltà non ne dubito, ma che da giugno – come dichiarato – a tutt’oggi la giunta non abbia ancora presentato in Consiglio Comunale il Piano sul Diritto allo Studio (verrà messo ai voti durante il Consiglio del 4 novembre!) non depone a favore dell’efficienza dell’ ufficio Istruzione.

Un’ultima precisazione: nell’articolo si riferisce che il Sindaco Tomasino avrebbe voluto mantenere inalterata la cifra per il Diritto allo Studio, finanziamento “già assicurato fin da quando lui era assessore all’Istruzione”. In genere i confronti si fanno con l’Amministrazione uscente, non con un mandato precedente. Mentre non è certo che nel 2004 l’allora assessore Tomasino avesse stanziato 34.000 per ogni scuola, è certo che l’amministrazione Scundi fino allo scorso anno lo ha fatto, e senza attendere novembre.

Flavia Caimi

Una lettera di rettifica al giornale Si o No

Lettera inviata a:   trezzano-100mila-euro-per-le-scuole.html#comment-form

Gentile Direttore,

faccio riferimento all’articolo “100.000 Euro per le scuole”, pubblicato su Sionomagazine del 22 ottobre, alla pagina di Trezzano sul Naviglio.

Vorrei fare alcune considerazioni in merito a quanto riportato, e inoltre rettificare alcuni dati incorretti. Continue reading