Farsi 10 fermate di metrò con una donna nuda davanti al naso

[AGGIORNAMENTO: dal 3/3/2011, giorno della pubblicazione di questo post, a oggi 10/7/2013, non è cambiato niente. Anzi, contiamo qualche centinaio di donne uccise nel frattempo, una manifestazione a sostegno del puttaniere organizzata da Ferrara, l’ennesimo tentativo di rinviare un processo…].

In questo periodo ho cercato su giornali, sulla rete, nei blog e sulle riviste on-line ma non ho trovato una riflessione onesta sul problema del sessismo nella società (continuerò a cercare). Problema che è della società intera, non solo delle donne, anche se in un modo o nell’altro quando c’è una vittima stiamo tranquilli che è una donna (chi deve sacrificare il lavoro per la famiglia? chi viene stuprata in casa e fuori casa? chi viene uccisa sia che si trovi sul metrò, su un viale di periferia, in salotto o all’uscita di una palestra? una donna o una ragazzina, una femmina della specie).

In realtà una riflessione onesta che coincide perfettamente con il mio pensiero l’ho trovata, però è stata elaborata da un partito che non è il mio. Poco importa, la posto lo stesso perchè la questione precede la politica e va oltre la politica: le discriminazioni hanno una storia vecchia e anche se la politica (miracolosamente, in questo periodo) favorisse l’approvazione di  provvedimenti per favorire l’effettiva parità dei generi, non andremmo molto lontano se non si scardinano certe abitudini mentali che sono l’humus su cui continua a prosperare la violenza di genere. E violenza è anche disprezzare (e anche con un certo livore) le ragazze che offrono prestazioni sessuali per denaro, come se il nostro problema fossero loro e non gli schifosi potenti che comprano ragazze, vendono prodotti con campagne pubblicitarie sessiste fuori controllo e infine predicano l’etica cristiana nella società. Contro questi tristi figuri non c’è abbastanza disprezzo, nè sufficiente livore.

Calendario Pirelli

Le ultime vicende di Berlusconi ripropongono, ancora una volta e all’ennesima potenza, l’utilizzo maschile del potere per comprare i corpi di giovani donne. La vera questione, che purtroppo in troppi, anche a sinistra, evitano di affrontare è quella dell’immagine maschile delle donne che emerge dallo stillicidio di scandali che segnano da tempo il dibattito pubblico. Quella che va in scena è la rappresentazione estrema di una concezione, ben più diffusa, che associa all’esercizio del potere maschile la pretesa di servirsene per comprare, utilizzare ed esibire il corpo delle donne. Ciò che colpisce, però, nelle prime espressioni di indignazione e mobilitazione lanciate in questi giorni contro il capo del governo e il suo comportamento, è proprio l’assenza di questa denuncia. Si rischia di prendere la scorciatoia, ben più comoda, di continuare a prendersela con l’anello debole del sistema, le donne “per male” del capo, per evitare di affrontare il cuore dello scandalo e chiamare in causa, oltre a Berlusconi, l’insieme della politica maschile e dei suoi esponenti. Non crediamo giusto, quindi, associarci a campagne che si riducano a una presa di distanza dalle cattive ragazze per portare in piazza quelle perbene, evitando di denunciare l’essenza stessa del patriarcato e della violenza maschile che alimenta l’intera vicenda. Questo tipo di impostazione trova sostenitori troppo convinti tra i molti uomini che, pure in questi giorni, non hanno speso una parola, sui giornali o nel dibattito politico, per denunciare il sessismo di Berlusconi, scivolando invece in battute misogine sulle donne di cui si serve.
Vogliamo manifestare contro i rapporti sociali di genere che fanno di Berlusconi un esemplare della maggioranza degli uomini italiani, contro la misoginia che lo caratterizza. Non vogliamo cavarcela dicendo che non siamo come quelle che si mettono in fila per il bunga-bunga. Preferiamo denunciare che pochi, soprattutto nelle istituzioni, hanno detto “Esistono altri uomini”.

Sinistra Critica


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Berlusconi, fra sesso ed evasione fiscale

Quando ero piccola abitavo a Corsico, in una casa di ringhiera come ce n’erano ancora tante qua a Milano.  Mia mamma portava le scarpe a riparare dal calzolaio dietro l’angolo, un omino piccolo e silenzioso, che vedevo sempre seduto su un seggiolino basso circondato da pezzi di cuoio, chiodi attrezzi stracci, e con le mani perennemente nere di lucido. Il locale dove lavorava era la cucina, su una parete la stufa economica col pentolino della minestra, sull’altra parete una vecchia ottomana. La moglie era anche lei un piccolo donnino con l’immancabile scialletto sulle spalle. Il nostro bagatt* era un personaggio semplice e paterno, riparava le scarpe da una vita, preciso ed economico.

Un giorno cominciò a spargersi la voce che gli era successo qualcosa, non stava più tanto bene, però le frasi degli adulti non erano mai chiare e gli sguardi non erano mai limpidi. Finchè un giorno – io e mia mamma in piedi e imbambolate nella sua cucina – la moglie si lasciò andare ad uno sfogo accorato, e disse più o meno così:  “E’ l’arterio, è l’arterio… l’ha detto el dutur… si è messo a guardare i tusann*, non fa che parlare di… capisce signora… di quella cosa lì… tira su i pedagn*, guarda le gambe ai tusann… ci vuole fare… capisce signora?… capisce? non so più cosa fare… è l’arterio”. Alle mie  domande mia mamma scosse la testa e disse  che il bagatt era diventato uno sporcaccione.

Fu così che venni a sapere che, se sei un vecchietto e ti viene l’arterio, ti metti a correre dietro alle ragazze per sollevargli le gonne. Bizzarro.

Al nostro premier deve essere venuta l’arterio.

All’estero però sono meno comprensivi di noi con il nostro vecchio sporcaccione e scrivono articoli così:

[…] Sì, è inconcepibile che Berlusconi governi l’Italia. E, davvero, per gli italiani è penoso essere governati da Berlusconi. In ogni caso per la maggioranza degli italiani. Per coloro che non possono o non possono più approfittare del berlusconismo, perché per esempio non fanno un lavoro indipendente, ma come impiegati devono pagare le imposte. O per chi è cattolico, anche in Italia una minoranza che diventa sempre più piccola. “L’Italia oggi è malata come ai tempi della grande peste”, ha detto Dionigi Tettamanzi, cardinale di Milano. “L’amoralità si espande in tutti gli strati della nostra società. Il problema più grande lo hanno quei genitori che devono spiegare ai loro figli quello che sta accadendo. E che forse hanno figlie dell’età delle giovani donne, le cui fotografie si vedono in tutti i giornali”. Figlie nell’età delle compagne di giochi del capo del governo. Quello che Tettamanzi non dice: anche Noemi, Nadia e Ruby hanno madri. Proprio come hanno madri le giovani donne che partecipano ai concorsi per miss e per un ruolo negli show televisivi pruriginosi. Madri che credono che per le loro figlie non vi sia migliore futuro se non [com]piacere ai potenti. Politici, boss della televisione, calciatori. Può darsi che non si spingano tanto avanti come Mara Carfagna. La quale è stata dapprima showgirl e modella per foto di nudo, per uno di quei calendari che in Italia le officine di riparazioni per auto appendono alle pareti. Poi Berlusconi l’ha fatta sua ministro per le Pari Opportunità. La vetta del cinismo per un Paese il cui movimento femminista fu un tempo la punta di lancia in Europa. L’Italia ha mandato giù la Mara Carfagna. Ci si abitua a tutto, sotto Berlusconi. Anche al fatto che il Paese quest’anno sia rimasto per cinque mesi senza Ministro dell’Industria, perché il precedente titolare aveva dovuto dimettersi a causa di uno scandalo per corruzione. Berlusconi semplicemente non ha assegnato la carica. A che scopo l’Italia ha bisogno di un ministro dell’Industria? Dopotutto, si ha la Mara Carfagna, che si occupa del macho Gheddafi, quando costui viene a Roma e convoca 200 hostess italiane, di bella presenza, per la sua conferenza sul Corano. A pagamento, s’intende.[…]

[…] L’Italia è un antico Paese, con una storia di scandali antichissima. Già la moglie dell’imperatore, Messalina, celebrava le sue orge e quando questo senso di eccitazione non le bastava, di notte scivolava fuori dal suo palazzo per offrirsi come puttana in una bettola. Mai l’Italia fu una terra per puritani e a questo hanno già provveduto i papi del Rinascimento, con le loro famiglie allargate. Alessandro VI affidava volentieri gli affari di governo a sua figlia Lucrezia e Paolo III pare abbia avuto un figlio gay. Contro la Babilonia romana si indignava il valoroso monaco tedesco Martin Lutero, i romani si indignavano già molto meno. Che il potere non sia occupato da apostoli della morale, veramente in Italia lo si sa già da tempo.

Ma adesso uno scandalo sostituisce lo scandalo precedente. Come in un romanzetto da quattro soldi il popolo viene rifornito giornalmente con una nuova puntata su Ruby e Nadia…

Leggi tutto da Der Tagesspiegel, tratto dal sito “Liberacittadinanza”

Don Rodrigo e il suo entourage. Sulla porta Mons. Fisichella.

* bagatt: calzolaio

* tusann: ragazze

* pedagn: gonna

Addio anno triste

Ho dato il benvenuto all’anno nuovo nel modo migliore – secondo me: imparando a fare una cosa nuova. Ho imparato cioè a caricare i video su Youtube. Niente di che, lo so, c’è gente che lo fa regolarmente, più volte al giorno. Be’, comunque io ho imparato anche questo, e naturalmente sapere è meglio che ignorare. (Non capisco però perchè ogni tanto si blocca, va a sapere…)

Lo condivido con voi, scusandomi per la tristezza che emana, ma non ho potuto fare altro che registrare gli avvenimenti tristi di un momento tristissimo della nostra storia.  E’ una carrellata di veloci immagini di un anno sprofondato sotto una coltre di bugie, intrallazzi, illegalità, sfruttamento, abusi, povertà, corruzione e becero moralismo.

Il 2011 non può essere altro che l’anno del riscatto, del ritrovare finalmente la spinta alla ribellione e la forza di immaginarci diversi, migliori, non più ripiegati su noi stessi ma con il coraggio di PRETENDERE e LOTTARE per una vita più felice per tutti.