IL VIAGGIO DI VITTORIO. Il libro che Egidia Beretta ha dedicato a suo figlio Vik

Se l’è cercata, dicevano… “molti lo dicono ancora”. Lo scrive la mamma di Vittorio Arrigoni nel suo libro “Il Viaggio di Vittorio”.

E racconta di questo figlio, la sua vita e le sue idee. Schierato per i diritti del popolo palestinese, efficace pur senza mai aver imbracciato un mitra. Tanto efficace che era stato arrestato e ospitato nelle carceri israeliane.

Schierato ma non cieco.  Vik  “sapeva vedere le cose: quando Hamas lo invitò a una cerimonia ufficiale, preferì non andarci. E quando [il governo di Hamas] arrestarono i giovani palestinesi che erano scesi in piazza, chiedendo diritti e libertà, lui era là a controllare che nessuno li toccasse. […] era un ragazzo che voleva riaffermare, con una vita speciale, che i diritti umani vanno difesi ovunque.”

Certo Vik non avrebbe potuto deviare i venti di guerra che stano tornando a soffiare proprio in questo periodo in medioriente, perchè altre sono le parole all’ordine del giorno, perentorie e fragorose come le armi che Vittorio non avrebbe mai usato.

Invece le sue sono le parole che tornano in mente tra le ceneri fumanti dei dopoguerra, per poi essere di nuovo dimenticate: “restiamo umani”.

“Quando vado al cimitero, trovo sempre un sasso nuovo posato sulla sua tomba. Come si fa per gli ebrei. Non so chi lo metta. Ma mi piace credere che qualcuno lo ricordi come un giusto”.

Egidia Beretta Arrigoni

Il Viaggio di Vittorio

Dalai Editore

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