Il femminismo, con tutte le sue sfaccettature, è ancora la risposta.

Il maschilismo, con il suo carico di odio verso il femminismo, spesso con patetica fantasia definito nazi-femminismo , NO.

Queste descrizioni della situazione delle donne nel mondo sono una risposta, assolutamente incompleta, agli attacchi ricevuti da sedicenti organizzazioni di liberazione del maschio… vedi qui. Con questo ritengo chiusa la discussione, non certo per vittoria numerica di abusi (che anche così sarebbe fin troppo facile, purtroppo), ma per manifesta marginalità culturale e sociale di queste lobby di arrabbiati. Sono uomini che confondono il rispetto di sè con il desiderio di rivalsa, e tristemente non riconoscono che ciò che li agita è la paura atavica della donna, e la stizza di vedere il proprio ruolo dominante sempre meno riconosciuto. Così hanno elaborato una proposta ideologica priva di fondamento, in grado di esaltarli, ed esaltarne la mascolinità,  ma che non risponde ai requisiti di attendibilità storica, antropologica e sociologica. In una parola: si sono inventati una “narrazione” di ingiustizia di genere al contrario, supportata da una trita aneddotica e da una casistica assolutamente trascurabile.E anche laddove certe situazioni di disagio maschile andrebbero approfondite, la loro proposta culturale non risponde affatto alle esigenze e alle nuove sfide della vita odierna, ma è una battaglia di retroguardia.

Conservatori nell’animo, incapaci di una vera presa di coscienza e di un sincero desiderio di comunicare e confrontarsi con le donne, si chiudono nel loro feudo reazionario, fatto spesso di insulti, pesante sarcasmo o attacchi rabbiosi, convinti di esprimere un’arguta ironia, ma dimostrando solamente, se ce ne fosse bisogno, la loro insensibilità e rifiuto della realtà. Ciechi a tutto per perdersi nella loro insensata e antistorica battaglia contro la libertà delle donne e, dunque, contro la libertà tout court.

Messico, Il martirio di Marisela

Uccisa in strada. Chiedeva giustizia per la figlia sedicenne Ruby, gettata in una discarica nel 2008

CACCIA AL KILLER: SOSPETTI SULL’EX COMPAGNO DELLA RAGAZZA, IL BANDITO BOCANEGRA

Messico, il martirio di Marisela

Uccisa in strada. Chiedeva giustizia per la figlia sedicenne Ruby, gettata in una discarica nel 2008

Marisela Escobedo Ruiz

WASHINGTON – Marisela Escobedo Ruiz chiedeva giustizia per la figlia brutalmente assassinata nel 2008. Ieri forse lo stesso killer l’ha freddata sparandole in testa. Un agguato non in un vicolo buio, ma davanti al palazzo del governo, nello stato messicano di Chihuahua. Le autorità locali dovrebbero pagare per questo delitto: sapevano che era stata minacciata e non ha fatto nulla per proteggerla. La battaglia solitaria di Marisela inizia nel 2008, quando la figlia sedicenne, Ruby, è uccisa e bruciata. Il cadavere è poi gettato in una discarica di Ciudad Juarez. Rispetto a centinaia di delitti insoluti, la polizia individua l’omicida: è il suo compagno, Sergio Bocanegra, un bandito vicino alla narco-gang dei Los Zetas. Lo arrestano un anno dopo e lo portano in giudizio. L’uomo confessa poi ritratta. A sorpresa viene assolto «per insufficienza di prove». Fonte

MESSICO

Gli omicidi senza fine di Ciudad Juàrez (Messico) 

A partire da gennaio 1993, è iniziata una strage ininterrotta di donne nella cittadina messicana di Ciudad Juàrez, situata in corrispondenza del confine con El Paso (Texas). Le stime più recenti riportano un numero superiore a 300 di giovani donne massacrate nello spazio di un decennio.

La maggior parte delle vittime è un’età compresa fra i 14 e 16 anni e si tratta di ragazze magre e dai capelli scuri che sono scomparse lungo le strade per andare al lavoro o tornare a casa alla fine della giornata.
I cadaveri, spesso selvaggiamente violentati e torturati, vengono scaricati nel deserto che si estende tutt’intorno la cittadina e nelle strade che costeggiano i terreni abusivi. In alcuni casi, le ragazze sono mutilate e sfigurate: diversi oggetti sono inseriti con forza nella vagina e nell’ano e/o il seno sinistro è mutilato. La modalità omicida preferita è lo strangolamento, a cui fanno seguito pugnalate ripetute e violente per distruggere il corpo.

La polizia è convinta che una notevole percentuale di vittime sia stata uccisa da protettori arrabbiati, spacciatori di droga, mariti gelosi e fidanzati brutali, ma almeno un terzo delle ragazze (quindi, un centinaio di vittime) potrebbe essere stato stuprato, mutilato e ucciso da uno o più assassini seriali, coinvolti o meno anche in rituali satanici. Fonte

 

EX YUGOSLAVIA

“Durante la guerra, migliaia di donne e ragazze furono stuprate, spesso con brutalità estrema. Molte di esse vennero detenute in campi di prigionia, alberghi o case private e costrette allo sfruttamento sessuale. In tante vennero uccise. Oggi, alle sopravvissute a questi crimini viene negato l’accesso alla giustizia. I responsabili delle loro sofferenze, membri dell’esercito, della polizia e dei gruppi paramilitari, circolano liberamente, alcuni accanto alle proprie vittime, altri addirittura in posizioni di potere” – ha dichiarato Nicola Duckworth, direttrice del Programma Europa e Asia centrale di Amnesty International.

Stupri e altre forme di violenza sessuale sono avvenuti su scala massiccia durante la guerra degli anni 1992-95 in Bosnia ed Erzegovina. Il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia (Tpij), istituito nel 1993 per punire gravi violazioni del diritto umanitario, violenza sessuale inclusa, è stato in grado di occuparsi solo di una piccola parte di casi: fino al luglio di quest’anno, aveva trattato 18 casi di violenza sessuale in Bosnia ed Erzegovina.

La Camera per i crimini di guerra, istituita nel 2005 nell’ambito della Corte di stato della Bosnia ed Erzegovina per seguire casi che il Tpij non potrebbe giudicare, ha condannato a oggi solo 12 persone per crimini di violenza sessuale. Migliaia di donne sopravvissute allo stupro hanno perso i loro parenti. Molte non sono in grado di trovare o mantenere un posto di lavoro a causa della loro fragilità psicologica e altre vivono senza una fonte fissa di reddito, in povertà, nell’impossibilità di comprare i medicinali necessari.

Poiché lo stupro continua a essere un argomento tabù, spesso le donne sono considerate con riprovazione piuttosto che come persone che hanno subito violenza e che hanno bisogno di essere aiutate a ricostruirsi una vita. Fonte

AFGANISTAN

“Hidden gendercide”, : il nuovo olocausto, il genocidio nascosto delle donne nel XX e XXI secolo. Un’esperienza vissuta con le Suore di Madre Teresa di Calcutta (di Ana Castro) ed il documento del DCAF, Women in an Insicure World (tpfs*) [queste non sono femministe]

[…] Il mio compito era di visitare, due volte al giorno, il reparto maternità di un ospedale di Kabul. L’obiettivo di queste visite era quello di riuscire a sentire il pianto delle madri per recuperare le neonate gettate in secchi posizionati di fronte al loro letto. Pochissimo era il tempo a disposizione prima che la neonata morisse. Subito dopo il parto (per mancanza di ecografie) veniva annunciato al padre il sesso del nascituro. Se fosse nato maschio, il padre insieme a tutta la famiglia, avrebbe suonato delle campanelle nelle sue mani e celebrato immediatamente, se invece fosse nata una femmina, il padre avrebbe ricevuto le condoglianze e deciso di tenere oppure di sopprimere la bambina. Se la bimba fosse stata rifiutata, sarebbe stata gettata in un secchio d’acqua finché il personale delle pulizie dell’ospedale non l’avesse raccolta. Le suore passavano due volte al giorno per recuperare i corpi. Nell’ospedale nascevano circa 100 bambine ogni mese. Solamente l’1% delle neonate riusciva a sopravvivere al massacro, quelle recuperate entro i 10 minuti dal parto. Una sola bimba al mese salvata, dalle 10 alle 14 vite all’anno. Fonte

INDIA

In ogni caso, il matrimonio è il destino di ogni donna indiana. Con il matrimonio la donna diventa “proprietà del marito”: deve stare in cucina, accudire la casa e i figli e servire il marito, oltre a lavorare per procurare alla famiglia i mezzi di sostentamento.

Da un rapporto di Amnesty International, si stima che in India il 45 % delle donne sposate subiscono violenze fisiche e morali dai loro mariti. Il divorzio è legalizzato, ma per una donna questa scelta è molto difficile e rischiosa: significa spesso essere ripudiata dalla famiglia di provenienza, perdere la custodia dei figli e soprattutto essere emarginata senza possibilità di ricostruirsi una vita. Fonte

UZBEKISTAN

Profughe, tramite Radio Free Europe, hanno raccontato che alla frontiera, per garantirsi il passaggio in zona più tranquilla, hanno dovuto pagare il pedaggio ai soldati. Se per un uomo il pizzo è di 500 dollari, per una donna la tangente sale a 2000. Perché, è stato risposto loro, le donne uzbeke, in questi giorni, sono vittime di stupri, sevizie ed altre atrocità, i bersagli numero uno delle violenze e come tali devono pagare di più per garantirsi l’inviolabilità. Fonte1 e Fonte 2

BANGLADESH

In Bangladesh (e anche in India) a donne che hanno cercato di superare i limiti imposti dalla tradizione è stata inflitta una punizione atroce. Per le donne che non osservano le regole, gli uomini possono usare contro di esse terribili strumenti di ritorsione come il vetriolo.

Gettato sulla pelle, ne divora istantaneamente il tessuto, procura ferite e abrasioni simili alle ustioni da fuoco. Le donne ne hanno il viso sfigurato per sempre, spesso perdono la vista a uno o a entrambi gli occhi.

Un caso per tutti serve a raccontare l’inferno in cui precipitano alcune giovani donne, quelle per le quali – a differenza di molte loro coetanee di altri paesi – è una sfortuna essere avvenenti e piacere a un uomo: Shelina, tredici anni, accecata e sfigurata dall’acido da un ragazzo di diciotto anni al quale lei continuava a dire di no. Una sera quando Shelina era alla fonte con le amiche a prendere l’acqua, lui le ha gettato addosso l’acido. Il ragazzo si è dato alla macchia, non pagherà mai per il suo misfatto e la gente dice che se una donna offende l’orgoglio di un uomo, una punizione se la deve aspettare. Shelina è oggi un fantasma vivente, inguardabile, negata alla vita, innocente.

Il dolore provato da queste donne è indescrivibile. È fisico, è psicologico. L’’aggressione le trasforma in mostri, in maschere deformi, delle quali è spesso difficile reggere la vista. Perdono per sempre la loro identità di donne, la possibilità di essere spose, madri (evento gravissimo in un paese in cui essere nubile è ancora una vergogna per una giovane ragazza e per la sua famiglia). Queste disgraziate donne diventano dei reietti della società, dei pesi economici per le famiglie; creature che non osano più presentarsi al mondo, escono di casa segregate nel burkha anche quando non sono di fede islamica. Fonte

VARI STATI AFRICANI

La pratica dell’infibulazione faraonica ha lo scopo di conservare e di indicare la verginità al futuro sposo e di rendere la donna una specie di oggetto sessuale incapace di provare piacere nel sesso con il coniuge. I rapporti sessuali, attraverso questa pratica, vengono impossibilitati fino alla defibulazione (cioè alla scucitura della vulva), che in queste culture, viene effettuata direttamente dallo sposo prima della consumazione del matrimonio. Dopo ogni parto viene effettuata una nuova infibulazione per ripristinare la situazione prematrimoniale.

Le conseguenze per la donna sono tragiche, in quanto perde completamente la possibilità di provare piacere sessuale a causa della rimozione del clitoride e i rapporti diventano dolorosi e difficoltosi, spesso insorgono cistiti, ritenzione urinaria e infezioni vaginali. Ulteriori danni si hanno al momento del parto: il bambino deve attraversare una massa di tessuto cicatrizzato e poco elastico reso tale dalle mutilazioni; in quel momento il feto non è più ossigenato dalla placenta e il protrarsi della nascita toglie ossigeno al cervello, rischiando di causare danni neurologici. Nei paesi in cui è praticata l’infibulazione inoltre, è frequente la rottura dell’utero durante il parto, con conseguente morte della madre e del bambino. Fonte

KENIA E ALTRI

the common theme among practicing cultures is that dry sex practices create a vagina that is dry, tight, and heated–all desirable qualities for men in many countries. Wives express the need to please their husbands with dry sex in order to keep them from leaving and/or to minimize their number of girlfriends. Focus groups with men indicate this may often be the reality.

La definizione sesso asciutto, più notoriamente, con terminologia inglese dry sex, si riferisce alla pratica, particolarmente diffusa nell’Africa sub-sahariana, di ridurre al minimo le secrezioni vaginali mediante l’uso di diversi metodi sia chimici che fisici, in modo da rendere il canale vaginale completamente asciutto durante la penetrazione sessuale. Questa pratica ha l’obiettivo di accrescere l’intensità delle sensazioni maschili, ma viene applicata dalle donne soprattutto per evitare di essere considerate negativamente a causa dell’eventuale lubrificazione genitale derivante dal piacere sperimentato nel rapporto. L’uso di questa pratica può comportare un incremento della trasmissione di malattie sessualmente trasmissibili (MTS), in particolare l’Aids, a causa delle lacerazioni o infiammazioni provocate dall’attrito del pene all’interno della vagina. Inoltre tale pratica è evidentemente incompatibile con l’uso del profilattico Fonte 3

INDIA

female infanticide and foeticide in India, where an estimated ten million baby girls have been killed by their parents in the past twenty years.

Fonte

CINA

In September 1997, the World Health Organization’s Regional Committee for the Western Pacific issued a report claiming that “more than 50 million women were estimated to be ‘missing’ in China because of the institutionalized killing and neglect of girls due to Beijing’s population control program that limits parents to one child.” Fonte

For millions of couples, the answer is: abort the daughter, try for a son. In China and northern India more than 120 boys are being born for every 100 girls. Nature dictates that slightly more males are born than females to offset boys’ greater susceptibility to infant disease. But nothing on this scale. Fonte

INDONESIA

(test di verginità nelle scuole)

Ma perché una proposta  del genere può arrivare fino al parlamento?

La vicenda è lo specchio di una situazione in cui avviene un vero e proprio clash culturale in atto tra chi, nella società indonesiana, va ad adottare comportamenti più simili a quelli occidentali, mentre la classe dirigente si arrocca nel difendere una proposta molto restrittiva dei valori musulmani e propugna un controllo della moralità delle donne.

In questo scontro sono sempre le donne che vanno a rimetterci e vengono colpite nei diritti fondamentali Fonte

PALESTINA

Nella maggior parte dei casi ci sono donne che stanno a casa, come mogli, madri, casalinghe. Sono più legate alla tradizione e mandano avanti la famiglia. E magari si scontrano con un marito che non le lascia uscire. Esistono anche casi di donne che sono docenti universitarie ma poi hanno un marito che controlla completamente la loro vita […]

Sembrerebbe una società molto conservatrice e tradizionale. E’ sempre stato così?

No. Tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’90 era tutto diverso. Diciamo da prima della Prima Intifada e fino al periodo immediatamente successivo. C’erano molte più donne attiviste, con un peso politico molto maggiore rispetto ad adesso.Dopo gli accordi di Oslo e il fallimento del processo di pace tutto ha iniziato a scivolare in un clima di depressione. Molti uomini si sono reinventati, trovando anche nuovi lavori, le donne hanno visto il loro ruolo bloccato e sono tornate a casa. I gruppi di donne più forti si sono organizzati secondo modelli femministi, le altre non avevano più voglia di fare nulla, non credevano più in niente. Poi nel 2000 con la Seconda Intifada tutto è cambiato ulteriormente. La situazione è diventata più conservatrice, si è diffuso un approccio sempre più religioso. La spiegazione è semplice, una società, ogni società, quando ha tanti problemi, dall’occupazione alla vita di tutti i giorni tende a rifugiarsi in qualcos’altro e ad affidarsi a dio. Si comincia a dire “Dio vuole così, dio è l’unico che può aiutarci”. E su questo fronte tutto il movimento religioso internazionale è cresciuto. Non solo l’Islam. Anche il Cattolicesimo. Tutte le religioni. Fonte

EUROPA

Situazione delle donne e degli uomini nell’UE

Ma qual è la situazione nell’UE per quanto riguarda la parità tra uomo e donna? I progressi compiuti vengono misurati ogni anno ed illustrati in una relazione sulla parità tra uomo e donna. Ecco alcuni esempi:

  • il tasso di occupazione delle donne aumenta, ma rimane inferiore a quello degli uomini, sebbene le donne rappresentino la maggioranza degli studenti e dei laureati;
  • le donne continuano a guadagnare in media il 17.8% in meno degli uomini per ogni ora lavorata – un dato che rimane purtroppo stabile;
  • le donne continuano ad essere sottorappresentate nelle posizioni che comportano responsabilità politiche ed economiche, anche se la loro percentuale è aumentata nel corso degli ultimi dieci anni;
  • la ripartizione delle responsabilità familiari tra uomini e donne resta poco equilibrata;
  • il rischio di povertà è superiore per le donne che per gli uomini;
  • le donne sono le principali vittime della violenza sessuale, inoltre donne e ragazze sono più esposte alla tratta di esseri umani. Fonte

… e per finire…

CACCIA ALLE STREGHE OGGI

Fonte(in inglese)

Queste sono le ultime parole di un assassino di donne, prima di suicidarsi. Da notare le forti analogie con le assurde accuse e petulanti recriminazioni delle lobby maschiliste italiane vedi qui

Please note that if I am committing suicide today … it is not for economic reasons … but for political reasons. For I have decided to send Ad Patres [Latin: “to the fathers”] the feminists who have ruined my life. … The feminists always have a talent for enraging me. They want to retain the advantages of being women … while trying to grab those of men. … They are so opportunistic that they neglect to profit from the knowledge accumulated by men throughout the ages. They always try to misrepresent them every time they can.