L’unica cosa necessaria per il trionfo del male è che l’uomo buono non faccia niente (E. Burke)

Conosciamo (quasi) tutti la poesia di Martin Niemoeller, Prima vennero per i comunisti, esempio evidente di come la storia non insegni mai niente. Infatti la possiamo parafrasare così:

Prima tolsero i diritti agli statali

e io non dissi nulla

perchè erano fancazzisti.

 

Poi tolsero i diritti a Pomigliano

e io non dissi nulla

perchè erano terroni.

 

Poi li tolsero agli operai di Mirafiori

e io non dissi nulla

perchè erano dei garantiti.

 

Poi distrussero i sindacati

e io non dissi nulla

perchè erano dei parassiti.

 

Infine cancellarono tutti i contratti nazionali

e buttarono la Costituzione nel cesso

ma non c’era rimasto più nessuno

che potesse dire qualcosa.

Davanti a chi ci togliamo il cappello?

Il cappello di Di Vittorio – Micromega […] Un grande e mitico segretario della Cgil, Giuseppe Di Vittorio, amava ricordare come la Cgil avesse insegnato ai braccianti poveri del sud a non levarsi il cappello se non lo avesse fatto anche il latifondista. Ebbene è forse giunto il momento di promuovere una grande campagna per insegnare a chiunque che non sarà più il caso di levarsi il cappello davanti a potenti o a manager che non hanno intenzione di onorare la Costituzione e di rispettare la dignità di chi lavora.

“Gli operai della Fiat sono ritornati al lavoro. Tradimento? Rinnegamento delle idealità rivoluzionarie?

Gli operai della Fiat sono uomini in carne e ossa. Hanno resistito per un mese. Sapevano di lottare e resistere non solo per sé, non solo per la restante massa operaia torinese, ma per tutta la classe operaia italiana. Hanno resistito per un mese.

Erano estenuati fisicamente perché da molte settimane e da molti mesi i loro salari erano ridotti e non erano più sufficienti al sostentamento familiare, eppure hanno resistito per un mese. Erano completamente isolati dalla nazione, immersi in un ambiente generale di stanchezza, di indifferenza, di ostilità, eppure hanno resistito per un mese. […]

Sapevano di non poter sperare aiuto alcuno dal di fuori: sapevano che ormai alla classe operaia italiana erano stati recisi i tendini, sapevano di essere condannati alla sconfitta, eppure hanno resistito per un mese. […]

Hanno fatto quanto è dato fare a uomini di carne ed ossa; togliamoci il cappello dinanzi alla loro umiliazione, perché anche in essa è qualcosa di grande che si impone ai sinceri e agli onesti.”
Antonio Gramsci, “Uomini in carne e ossa”, 1921

La società civile con la Fiom: \”Sì ai diritti, No ai ricatti\”. Firma l\’appello di Camilleri, Flores d\’Arcais e Hack


IL 46% di Mirafiori vota NO e salva l’onore dei lavoratori.

I LAVORATORI FIAT CE L’HANNO FATTA, HANNO PERSO MA NON E’ UNA DISFATTA. E LO HANNO FATTO DA SOLI.

NONOSTANTE LA SCELTA FOSSE STRAZIANTE I LAVORATORI FIAT L’HANNO TRASFORMATA IN UNA BATTAGLIA CORAGGIOSA DI LIBERTA’.  E LO HANNO FATTO NEL SOSTANZIALE ABBANDONO DA PARTE DEL LORO PAESE, DEI MAGGIORI PARTITI E DEL GOVERNO.

COSA POTREBBE ESSERE IL NOSTRO PAESE SE I NOSTRI OPERAI AVESSERO IL SOSTEGNO DI UNA VERA RAPPRESENTANZA POLITICA!!

SE I LAVORATORI DI QUESTO PAESE RISCOPRISSERO LA DIGNITOSA CONSAPEVOLEZZA CHE IL CAMBIAMENTO, IL FUTURO, UNA VITA MIGLIORE E PIU’ GIUSTA  DIPENDE ANCHE DA LORO, DIPENDE DA TUTTI NOI.  ANCHE QUANDO LA SITUAZIONE E’ DIFFICILE E COMPLESSA E IL MOMENTO STORICO SFAVOREVOLE.

RIPARTIAMO DALL’ORGOGLIO DEL LAVORO E DALLA LEZIONE CHE GLI OPERAI FIAT CI HANNO DATO: LOTTARE PER I DIRITTI E’ UNA QUESTIONE POLITICA. C’E’ UN PARTITO PRONTO A CAMMINARE CON LORO?