I Barabàn – Venti5 Aprile

Una carrellata di canzoni, pensieri e immagini sulla lotta di liberazione proposte da un gruppo favoloso, I Barabàn, che ho visto a Gaggiano a gennaio e che mi ha emozionato. Sono “ragazzi” nati nei paesi qua intorno (la voce, Aurelio Citelli ha anche il fratello che lavora a Trezzano) ma grazie a un impegno eccezionale di ricerca musicale, di rivisitazione di canzoni tradizionali e di mescolanza di musiche, melodie, strumenti di origini diverse (dai cori alpini allo swing, dalle suggestioni yiddish ai canti partigiani e di lotta) sono conosciuti in Europa e persino in America. Ognuno di loro suona diversi strumenti, anche antichi come la gironda o etnici come il bouzouki, e assistere ai loro spettacoli è un piacere per la bravura e l’originalità degli accostamenti.

Questo video è tratto dal loro Dvd Venti5 Aprile. Buona visione e… 25 aprile tutto l’anno!

Questo il loro sito , pieno di immagini e interessanti informazioni musicali e sui loro spettacoli, compreso il calendario dei prossimi concerti (interessante il prossimo, “Canto di Maggio”).

Su queste strade se vorrai tornare ai nostri posti ci ritroverai

Lo avrai camerata Kesserling
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi

non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti vide fuggire

ma soltanto col silenzio dei torturati
più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo

su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama

ORA E SEMPRE
RESISTENZA

P. Calamandrei

L’origine di questa canzone è un canto degli alpini, Sul Ponte di Perati

(la meglio gioventù mandata a morire sul Don)

“C’è chi vuole cambiare la storia cambiando i libri di storia. Io voglio stare con chi ha cambiato la storia facendo la storia!”