Il Consiglio Comunale di Trezzano è un porto di mare

Gente che va, gente che viene, assessori che si alzano e passeggiano per l’edificio, consiglieri che si allontanano dal tavolo e si intrattengono in simpatici conciliaboli con amici, conoscenti, sodali, camerati… Fino a far mancare il numero legale.

Le sedie della maggioranza vuote, manca anche il Consigliere Ghilardi

 

All’ultimo Consiglio Comunale di giovedi 4/11 erano presenti molti cittadini, alcuni dei quali non avevano mai partecipato a questo alto momento di democrazia partecipativa. La frase che mi è stata rivolta più spesso in 3 ore? “Ma fanno sempre così?”

Si fanno sempre così, fa parte del repertorio del politico navigato che conosce tutti i trucchi e del dibattito democratico non gliene frega un accidente.  La maggioranza formata da Pdl, Lega e An riproduce gli stessi comportamenti di sempre: le parole dell’opposizione si accolgono con sorrisetti sprezzanti, per la maggior parte del tempo li si lascia parlare praticamente da soli con il segretario comunale e il bidello, poi ogni tanto qualcuno (un Pdl qua, un An là…) torna a sedersi, ma se è un assessore cambia pure posto così può chiacchierare meglio col suo nuovo vicino.

L'opposizione presente e seduta

 

Il sindaco poi, tra un intervento confuso e l’altro, giovedi scorso si è piazzato davanti il suo laptop e ha trafficato un paio d’orette a computer. Si stava portando avanti col lavoro? Un’arringa da preparare per la prossima udienza? Chissà! Intanto l’opposizione, presente e seduta come è giusto che sia, parlava, chiedeva, sollecitava, ribadiva, replicava agli inteventi sprovveduti dell’Assessore Forte, ma il sindaco sollevava lo sguardo dal monitor solo quando afferrava il cellulare per una telefonatina.

L’apoteosi però se l’aggiudica la Lega, nella persona del Consigliere Ghilardi. Iscritto a parlare, invano il Presidente Di Stasio (che mi sembra l’unica persona seria di tutta la banda) gli dà la parola: il consigliere Ghilardi non c’è, anche lui in giro per il plesso, chissà dove.  Dopo un quarto d’ora si ripresenta ed esordisce così: “ho ascoltato con molta attenzione gli interventi…”.

Questa maggioranza  farebbe un figurone a Colorado.

Lettera a L’Eco della Città 2

Articolo su L\’Eco della Città \”100.000 euro per la scuola\” – 26 ottobre 2010

Gentile direttore,
ho notato che il suddetto articolo è identico a quello pubblicato su Si o No Magazine del 22 ottobre. Come  già fatto col suddetto giornale anche sul vostro vorrei che venissero pubblicate alcune considerazioni e soprattutto alcune rettifiche di dati incorretti.

Il primo dato incorretto è il citato 60% del fondo per il Diritto allo Studio, che l’Amministrazione ogni anno eroga alle scuole, e che secondo l’assessore Forte (o l’articolista) le scuole spenderebbero per materiale di pulizia. Un rapido calcolo ci dice che il 60% di 34.000 euro (a tanto ammonta il fondo assegnato ad ogni circolo didattico trezzanese) fa la stratosferica cifra di 20.400 euro. Ben poco resterebbe per i numerosi progetti che pure in questi anni hanno arricchito l’offerta formativa delle nostre scuole. Non faccio ipotesi sul perchè si debbano leggere tali enormità, ma è evidente che sono numeri del tutto di fantasia.
Inoltre il suggerimento dell’assessore Forte alle scuole di rivolgersi all’ufficio Economato del comune per ottenere il materiale di cancelleria è morto prima di nascere perchè l’Ufficio Economato ha rifiutato tale collaborazione dichiarando che non gli compete.

Tralasciando tali quisquilie c’è un punto molto più cruciale da chiarire, laddove l’Assessore Forte dichiara di voler verificare come viene speso il denaro del Diritto allo Studio (e, suppongo, di subordinarne l’erogazione al rispetto di criteri che però non è chiaro chi debba stabilire. Forse lei stessa.) Ebbene, un controllo sull’utilizzo dei fondi nella scuola c’è già: è compito specifico del Dirigente Scolastico vigilare affinchè le proposte del Collegio Docenti siano in linea con la normativa vigente e il Piano dell’Offerta Formativa. Dunque non compete all’assessore dare indicazioni pedagogico/didattiche, perchè ci sono altre figure professionali il cui compito è precisamente quello. Chiedere inoltre che l’offerta formativa sia riqualificata significa dire che finora tutti i lavoratori della conoscenza di Trezzano hanno fatto un pessimo lavoro. Immagino che questa sia la sua idea personale di rispetto.

Tuttavia chi si occupa di scuola continuerà a lavorare con l’impegno di sempre, e di ciò dovrebbe esserne felice l’assessore: un problema in meno per lei e più tempo da dedicare a quello che è il suo ruolo specifico, e cioè reperire fondi per la scuola. Che ci siano state delle difficoltà non ne dubito, ma che da giugno – come dichiarato – a tutt’oggi la giunta non abbia ancora presentato in Consiglio Comunale il Piano sul Diritto allo Studio (verrà messo ai voti durante il Consiglio del 4 novembre!) non depone a favore dell’efficienza dell’ ufficio Istruzione.

Un’ultima precisazione: nell’articolo si riferisce che il Sindaco Tomasino avrebbe voluto mantenere inalterata la cifra per il Diritto allo Studio, finanziamento “già assicurato fin da quando lui era assessore all’Istruzione”. In genere i confronti si fanno con l’Amministrazione uscente, non con un mandato precedente. Mentre non è certo che nel 2004 l’allora assessore Tomasino avesse stanziato 34.000 per ogni scuola, è certo che l’amministrazione Scundi fino allo scorso anno lo ha fatto, e senza attendere novembre.

Flavia Caimi