Addio anno triste

Ho dato il benvenuto all’anno nuovo nel modo migliore – secondo me: imparando a fare una cosa nuova. Ho imparato cioè a caricare i video su Youtube. Niente di che, lo so, c’è gente che lo fa regolarmente, più volte al giorno. Be’, comunque io ho imparato anche questo, e naturalmente sapere è meglio che ignorare. (Non capisco però perchè ogni tanto si blocca, va a sapere…)

Lo condivido con voi, scusandomi per la tristezza che emana, ma non ho potuto fare altro che registrare gli avvenimenti tristi di un momento tristissimo della nostra storia.  E’ una carrellata di veloci immagini di un anno sprofondato sotto una coltre di bugie, intrallazzi, illegalità, sfruttamento, abusi, povertà, corruzione e becero moralismo.

Il 2011 non può essere altro che l’anno del riscatto, del ritrovare finalmente la spinta alla ribellione e la forza di immaginarci diversi, migliori, non più ripiegati su noi stessi ma con il coraggio di PRETENDERE e LOTTARE per una vita più felice per tutti.

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Baggianate lette sul Cameriere della Sera

Pardon, Corriere della Sera, del 1/12/2010:

1) Intervista a Bondi.

Pensa che il governo otterrà la fiducia?

Mi auguro che il governo otterrà la fiducia. […] In una tormenta economica così delicata… e che finora il governo ha affrontato con saggezza grazie… all’autorevolezza del presidente del Consiglio

2) Nuovo sondaggio Ipsos

Il Pd perde lo 0,2, scendendo al 23.4 (il Pdl recupera lo 0,5, salendo a 27.1 )

Titolo: Letta rilancia Chiamparino. Fioroni parla con Casini. E il Pd scende ancora.

Amen

3) Sentenza  Adro, via il sole leghista dalla scuola. Dichiarazione del sindaco Lancini:

Hanno vinto solo una battaglia. La guerra sarà ancora lunga”

Già, mancano ancora: Il Ponte di Remagen, Il Giorno più lungo, Quell’ultimo Ponte, Kelly’s Heroes e Dove Osano le Aquile.

4) 400.000 studenti in piazza in tutta Italia contro la “cosa” Gelmini. Studenti ricacciati indietro con un ultimo, strenuo sforzo della cristianità, stavano per conquistare Vienna, pardon il Senato.  Maroni dichiara: “avevano mazze e bombe carta”.

E  dei fischietti.

Le forze dell’ordine dichiarano: “Non abbiamo mai risposto alle provocazioni”.

Che forza d’animo. Stavolta non hanno spaccato la testa a nessuno!

Citazione di Giorgio de Rienzo:

Protestare e dare

il capo nel muro

lo può fare ognuno.

Mah.


Protesta di 50.000 studenti a Londra, l’aplomb dei poliziotti inglesi.

Protesta nel centro di Londra degli studenti universitari contro l’aumento delle tasse universitarie deciso dal governo conservatore, con distruzione dell’entrata della sede del partito di Cameron.

Confrontare l’autocontrollo della polizia inglese in questa situazione di estrema tensione,  l’intelligenza tattica di chi ha deciso di non usare la mano pesante con i manifestanti, e il comportamento di quell’isterico funzionario della polizia di Brescia.

Guarda il video

Il rischio era ovviamente che oltre ai danni alle cose ci scappasse il danno alle persone, nello specifico a qualche giovane manifestante, perchè come insegna il G8 di Genova: se un poliziotto spara con una pistola a un ragazzo che tira le pietre, il ragazzo che tira le pietre viene colpito e muore.

Inoltre c’è da sottolineare la solidarietà che perfino i telecronisti dimostrano verso una protesta che è legittima e sacrosanta (al di là del finale pirotecnico, che  ha coinvolto una minima parte dei 50.000) in quanto il nuovo governo Cameron ha triplicato le rette universitarie, già le più alte d’Europa: da 3000 sterline a 9000 l’anno (ca. 13.000 euro). Per la maggior parte degli studenti significa accollarsi i cosiddetti prestiti d’onore che sono dei veri e propri mutui trentennali.

In Inghilterra l’accesso all’università è regolamentato in base al merito e non c’è il problema delle università parcheggio come avviene in molti casi in Italia (con un tasso altissimo di abbandono e di fuori corso, inesistente in UK).

Questo provvedimento significa tornare indietro, a un tipo di società in cui lo studio era una strada aperta solo ai più facoltosi. Professori e media si sono schierati con gli studenti.

E anche i poliziotti sono stati  in grado di parlare con gli studenti e gestire pacatamente  una situazione che, da noi, avrebbe scatenato una guerriglia con morti e feriti. Mi rendo conto che davanti alle devastazioni viste nel video non è una cosa facile mantenere la testa sul collo,  ma questo tipico aplomb inglese dimostra che si può fare e che controllo della folla non è necessariamente sinonimo di repressione fascista. Ed è così che oggi in Inghilterra non c’è qualche famiglia che piange.

Poi le vetrate si riparano.